Il quadro emerge dal Libro Bianco 2012 "La salute dell'anziano e l'invecchiamento in buona salute: stato di salute, opportunità e qualità dell'assistenza nelle regioni italiane", redatto dall'Osservatorio nazionale sulla salute nelle Regioni dell'Università Cattolica di Roma e presentato al Senato della Repubblica nella Capitale.

I cittadini tra i 65 e i 74 anni in Italia sono pari al 10,3% della popolazione, mentre gli ultra settantacinquenni superano il 10%. Dati con cui occorre fare i conti visto che l'ufficio statistico europeo ha stimato che in Europa, entro il 2060, ci saranno solo due persone in età lavorativa (15-64 anni) per ogni persona oltre 65 anni, rispetto al rapporto di 4 a 1 di oggi.

  Secondo quanto emerge, “a livello territoriale, la regione caratterizzata da una elevata presenza di anziani e molto anziani è, ormai da tempo, la Liguria (rispettivamente, 13,0% e 13,9%).

In Campania, invece, il processo d'invecchiamento della popolazione si trova in una fase meno avanzata”. Per quanto riguarda le principali cause di decesso in testa risultano tumori, malattie del sistema circolatorio, respiratorio, digerente (solo nella classe 65-74 anni) e le malattie endocrine, nutrizionali e metaboliche. Ma “nel periodo 2006-2008, si registra una riduzione della mortalità nettamente più marcata per gli uomini (210,49 per 10.000 vs 200,48 per 10.000) rispetto alle donne (104,64 per 10.000 vs 101,52 per 10.000)”.

In generale, “il 43% degli over 65enni dichiara di essere affetto da almeno una delle principali patologie croniche, con valori maggiori in Sardegna, Calabria e Umbria, regioni in cui più del 50% della popolazione intervistata dichiara di essere multi cronica”.

Per quanto riguarda poi la copertura antinfluenzale negli ultra 65enni «in nessuna regione raggiunge i valori considerati ottimali (95%) dal Piano nazionale vaccini». La percentuale di anziani trattati in Assistenza domiciliare integrata, a livello nazionale, è pari all'84,1%, valore in crescita rispetto al 2008 (80,7%), ma per gli ultra 65enni, punto di riferimento è ancora la famiglia.