Il Ministro della Salute RenatoBalduzzi è tornato a parlare della anomalia sanitaria del sempre più frequentericorso al parto cesareo all'internodi cliniche ed ospedali italiani. Già un anno fa lo stesso ministro avevadeciso di inviare i carabinieri in sala parto sulla scorta dei dati statisticiaffluiti presso gli uffici ministeriali competenti.
I dati sui quali sidiscute, quelli al momento resi noti, sono riferibili al 2010: in quell'anno iparti in Italia sono stati complessivamente 482.195, di questi il 29,31% eranoparti cesarei. C'è chi ritiene già di per sé eccessiva e anormale questapercentuale afferente al dato globale nazionale, ma ciò che salta agli occhi inmaniera più evidente è che vi sono regioni dello stivale nelle quali lapercentuale dei cesarei sale vertiginosamente.
Sempre in base ai dati 2010, inCampania, ad esempio, i parti cesarei sono il 49,66% dei parti totali (+20,35% rispetto al datonazionale). La giustificazione più frequentemente addotta per la scelta delcesareo è rappresentata dalla anomalaposizione del feto. Questa anomalia a livello nazionale si riscontra nel7,39% dei parti eseguiti, in Campania viene chiamata in causa nel 21,22% di essi.Altra regione sotto osservazione è la Sicilia, dove l'indagine ministeriale èrisultata essere più difficoltosa, dato che ben il 78% delle cartelle clinichedei parti cesarei è stato giudicato non valutabileper assenza di documentazione: in pratica in 8 casi su 10 non c'è alcunriscontro documentato sul motivo del ricorso al cesareo.
Altre regioni dovesono state riscontrate evidenti anomalie sono le Marche (nel 74% dellecartelle) e la Puglia (nel 56% delle cartelle). In sintesi nel 43% deicasi esaminati il parto cesareo è risultato essere ingiustificato.
Nontutti sanno che il Servizio Sanitario Nazionale versa a cliniche ed ospedaliper un parto cesareo una somma che è quasi il doppio di quella prevista per unparto regolare. Questa ragione di guadagnoeconomico dunque sarebbe alla base dei comportamenti diffusi all'internodella classe medica e rivolti ad incrementare in maniera anomala il ricorso aquesta tipologia di parto.
Al di là dello sprecodi denaro pubblico, quantificato approssimativamente dal Ministro Balduzziin 85 milioni di euro annui, la vicenda presenta aspetti ancor più gravi se siesamina la rilevanza penale della condotta assunta da questimedici.
Trattandosi di intervento clinico immotivato, che fra l'altro lasciasegni evidenti sulla donna che vi è sottoposta, vengono ad essere difatti ipotizzatidei precisi capi di imputazione nei confronti dei medici che abusano dellapratica: lesioni gravi o gravissime, falso in attopubblico e truffa.