Alcuni mesi fa sull'autorevole giornale The Guardian, e successivamente su Repubblica è comparso un articolo dal titolo abbastanza emblematico: Le 10 cose da non dire a un malato di tumore. Noi tutti sappiamo quale dramma si celi in molte famiglie, quando hanno dovuto assistere almeno una volta nella loro vita a un proprio parente ammalarsi di cancro.
Eppure, per quanto possa sembrare assurdo il cancro non è la prima malattia a uccidere una persona, in base a delle statiche - le patologie cardiache mietono più vittime.
Ma il tumore è quella malattia vista da tutti come il male assoluto, simbolo di dolore e disperazione non solo da parte del malato ma sopratutto dalla sua famiglia.
Eppure di cancro ai giorni d'oggi si può guarire se diagnosticato in tempo, grazie all'efficienza della diagnosi precoce in grado di aiutare i dottori a focalizzare il tumore.
Pur se la medicina ha fatto passi da gigante per combattere questa malattia, determinante è il supporto che possono dare le persone care al malato, che devono essere abili a non trascendere in frasi banali che potrebbero scoraggiare ancor di più la persona in quel momento fragile psicologicamente. Successivamente vediamo un vademecum stilato dalla sociologa britannica Deborah Orr, su cosa non dire a un malato di cancro.
- Non sai quanto mi dispiace per te - Un'espressione infelice che scoraggia il malato, che si sente come in una condizione di pietà verso gli altri.
- Se c'è qualcuno che può combattere questa malattia sei proprio tu - Anche questa frase denota poco rispetto per chi sta soffrendo. Sembra voglia dire, che solo chi possiede un atteggiamento e carattere coraggioso può superare questa prova.
- Ti trovo proprio bene - Il massimo dell'inutilità e ipocrisia.
- Come ti sei sciupato - Una persona malata di cancro ha ancora gli occhi per guardarsi allo specchio. Una frase davvero cinica e senza nessuna delicatezza.
- Fammi sapere i risultati degli esami - Un malato di solito non desidera condividere e pubblicizzare con parenti e amici l'esito dei propri esami. Qualora si fosse realmente interessati, è meglio aspettare che sia il paziente oncologico a dare la notizia.
- Qualunque cosa posso fare per aiutarti sono a tua disposizione - In questo caso sarebbe meglio agire che dire certe affermazioni.
- Non c'è motivo di preoccuparsi - Negare e far finta di niente non gioverà all'umore del malato.
- Come sei stato con la chemioterapia? - In questo caso sarebbe opportuno documentarsi da soli di quale sia l'effetto collaterale di un trattamento così aggressivo.
- Non vedo l'ora di incontrarti - Una frase inopportuna, nei confronti di una persona che è impegnata in esami e analisi contro il suo volere.
- Sono terribilmente sconvolto per la tua condizione - Una gaffe terribile che non aiuta il paziente, anzi potrebbe deprimerla. Sarebbe opportuno essere positivi, ma sempre cercando di cadere inutili frasi.