In una località segreta ad ovest di Londra è stata cucinata e mangiata la prima polpetta di carne del tutto artificiale. Esperimento che è stato guidato dall'artefice del progetto, Mark Post, scienziato dell'università olandese di Maastricht, che ha realizzato l'hamburger di manzo coltivando in laboratorio cellule staminali prelevate dal muscolo di un bovino.

Il costo per la realizzazione di questo progetto è stato esorbitante: 220 mila sterline. Il finanziatore di cui l'identità è rimasta nascosta sino a ieri, è Sergey Brin, il miliardario co-fondatore di Google. Gli scienziati pensano che la produzione di massa di bistecche e hamburger artificiali di diversi animali arriverà tra 10 anni, questo perché sarà fondamentale andare incontro alla crescente richiesta di carne nel mondo, destinato addirittura a raddoppiare entro il 2050, e Post fa notare che con l'uso della carne artificiale si ridurrebbe la terra destinata agli allevamenti del 99%, fra l'82% e il 96% il consumo di acqua e fra il 78% e il 95% la riduzione di emissione di gas sulla terra.

Questo progetto viene appoggiato dagli ambientalisti per l'inquinamento dovuto proprio ai grandi allevamenti intensivi e dagli animalisti che la vedono come la soluzione ideale per evitare le molte sofferenze a cui sono sottoposti gli animali da allevamento, motivo per il quale Brin ha deciso di finanziare il progetto.

La Coldiretti ha subito polemizzato dichiarando ad esempio che il 73% degli italiani non mangerebbe mai un hamburger artificiale e nonostante l'aggiunta di succo di barbabietola rossa e zafferano per migliorare il gusto e di sale, uova in polvere e pane grattugiato per conferirgli il colore giusto, non è per nulla un piatto attrattivo. E si ferma qui senza iniziare discorsi sulle questioni morali di tutto questo progetto.

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