Le vittime del virus letale Ebola sono salite a 518, le regioni africane interessate all'allerta sono la Guinea, la Liberia e la Sierra Leone.
I dati sono stati comunicati dall'Organizzazione mondiale della sanità, una settimana fa c'è stato un incontro di 11 ministri africani ad Accra, nel Ghana, per cercare rimedi alla diffusione del contagio.
In Ghana è deceduto anche un cittadino americano dopo essere stato ricoverato, era stato contagiato dopo un viaggio in Guinea e in Sierra Leone. Il test del virus Ebola non ha rilevato la presenza della malattia ma si suppone che con molta probabilità ci sia stato un errore dovuto all'uso di un reagente sbagliato.
Sono state adottate nuove regole per l'immigrazione contro l'espandersi del virus e predisposte zone di quarantena in porti e aeroporti.
Durante l'incontro i ministri della Sanità degli 11 Paesi dell'Africa occidentale hanno preso impegni di reciproca collaborazione per contrastare il pericolo incombente e predisposto anche un centro di controllo in Guinea.
Si cerca di educare le persone a misure igienico sanitarie efficaci quanto la chiusura delle frontiere, insegnando anche agli abitanti dei luoghi di avere fiducia nei collaboratori dei centri di emergenza, spesso attaccati dalla gente e costretti ad abbandonare i luoghi dove era necessario il loro intervento.
L'Oms ha mandato nei luoghi dove ci sono focolai epidemici circa 150 esperti, ma gli sforzi devono essere raddoppiati e servono misure rigide se si vuole bloccare la diffusione del virus ed evitare anche altre vittime tra gli ammalati.
Medici Senza Frontiere il 24 giugno ha chiesto aiuto sostenendo che la situazione è fuori controllo, queste sono le parole testuali del Dott. Bart Janssens, che ha parlato di epidemia senza precedenti.
Attualmente a lavorare contro la diffusione e per la cura dei malati in Africa c'è solo MSF che ora dice di trovarsi in difficoltà.
Le persone del luogo non conoscono la malattia e sono ostili alle persone che lavorano nelle strutture sanitarie, la scarsa conoscenza del virus li porta a comportamenti sbagliati es.: partecipano ai funerali delle vittime dove non c'è controllo contro l'infezione.
MSF supporta le autorità sanitarie locali, dà notizie sulla malattia, supporto psicologico, si occupa della costruzione di centri per il trattamento dell'epidemia, tiene corsi di formazione e dona attrezzature.
L'ebola è una grave malattia troppo spesso fatale, il tasso di mortalità raggiunge il 90 per cento, e si trasmette per contatto con sangue, altri tipi di fluidi corporei e tessuti di animali infetti, il rischio più alto di contagio lo corrono gli operatori sanitari, i familiari e coloro che sono in stretto contatto con malati.
L'infezione può essere controllata con le misure protettive consigliate dai medici negli ospedali. L'unico modo per arginare il problema è quello di contenerne la diffusione mettendo a disposizione medici specializzati, organizzare formazioni, sensibilizzare la popolazione e monitorare i contatti con le persone contagiate.