È ufficiale! La terza edizione del Gluten Free Expo si terrà dal 14 al 17 novembre 2014 sulla riviera romagnola, nell'amata città di Federico Fellini: Rimini. La manifestazione fieristica, dedicata ai prodotti ed all'alimentazione senza glutine, è davvero -in assoluto- il primo vero expo in Italia. Ed anche quest'anno sarà interamente dedicato ai celiaci, alle aziende che producono alimenti senza glutine, agli addetti della ristorazione che potranno raccogliere tutte quelle informazioni necessarie, per produttori e consumatori, che confluiranno durante la maratona dei "quattro giorni senza glutine".
Apparentemente viene considerata come una fiera di nicchia. Ma non è così. A sostenerlo sono soprattutto i dati del ministero della Salute che continuano a preoccupare sempre di più: sembrerebbe che la patologia della celiachia (ovvero intolleranza permanente al glutine) colpisca un soggetto ogni 100/150 persone. Ogni anno vengono diagnosticati circa 3000 nuovi casi, con un incremento annuo di quasi il 10%. Ed anche se è vero che l'immunologia sta facendo passi da gigante per affrontare questo problema, intanto -in assenza d'altro- è opportuno cogliere tutte le occasioni per meglio conoscere più da vicino la celiachia. Non è facile perché si tratta d'una patologia silente, asintomatica cioè priva di sintomi.
Ed è questo che preoccupa soprattutto il Servizio sanitario nazionale che cerca sempre di puntare sull'informazione e la prevenzione.
In via generica, per la verità, alcuni campanelli di allarme non mancano. Il problema è che non di rado vengono associati a fattori diversi dall'intolleranza al glutine. Si può, quindi, dire che i sintomi della celiachia possono simulare quelli delle altre malattie. È opportuno allora conoscere perlomeno la terminologia; parlarne col medico di fiducia; parlarne a scuola e così via.
Se la celiachia non viene diagnosticata in tempo potrebbe portare a gravi conseguenze, soprattutto in età giovanile. Poiché la principale azione devastante è la distruzione dei villi intestinali, la conseguenza è di soccombere a delle malattie irreversibili come l'infertilità, l'aborto, l'arresto della crescita, l'ipotiroidismo, il diabete, i tumori intestinali ed altro ancora.
Un'altra incidenza negativa -da non prendere sottogamba- è il trauma psicologico. Essere celiaci vuol dire sentirsi esclusi dalla comunità di amici, parenti e conoscenti, quando si riuniscono per una cena oppure un pranzo per esempio. Visto che chi deve attenersi ad una dieta senza glutine deve fare attenzione a non mescolare alimenti e persino posate. E non possono mancare neppure in famiglia due cucine separate.
Seguire una dieta senza glutine vuol dire stravolgere il proprio stile di vita. Eliminare tutti quei cibi derivati dal grano, orzo ed altri cereali. Eliminare quasi del tutto alimenti confezionati: dalle torte alle merendine; dalla pasta al pane e pizza.
Il nostro mercato non è tuttora sufficientemente predisposto a questa fetta di consumatori sempre più in aumento.
Ma se la malattia (per i medici non è una malattia) è complessa va anche detto che essa è controllabile in maniera alquanto semplice: è sufficiente adottare una dieta priva di glutine per vedere scomparire totalmente i sintomi e fare rientrare nella normalità la mucosa intestinale.
Fino ad oggi per questo tipo di patologia non c'è alcuna cura che possa piuttosto fare guarire. Ed è per questa ragione, in conclusione, che va salutata con entusiasmo ogni iniziativa che porta alla radice dell'informazione come gli incontri fieristici, che per completare la propria missione devono maggiormente appoggiarsi ai media. Meglio sapere anticipatamente piuttosto che cercare di correre ai ripari a posteriori.
Il soggetto predisposto alla celiachia deve considerare il glutine come un agente pericoloso che può neutralizzare con la diagnosi e l'informazione.