Il boom di migrazioni di insetti "alieni" sul territorio italiano, secondo il presidente Walter Canonica della SIAAIC (Società Italiana di Allergologia, Asma e Immunologia Clinica), potrebbe costituire un pericolo irreversibile per la Salute di migliaia di italiani oltre che per l'economia. E' stato accertato già che in Italia ogni anno ci sono circa 5 milioni di persone che vengono punti da un calabrone, da una vespa oppure da un'ape. Mentre quasi quattrocento sono i casi di reazione allergica o shock anafilattico da puntura di insetto.

E se a questo si aggiungono gli insetti "alieni" -sempre più numerosi sulla nostra penisola- che non fanno fatica a farsi il proprio habitat, a causa d'un clima pazzo di questi ultimi tempi, è facile immaginare che si potrebbero scatenare nuove patologie di allergie e reazioni abbastanza gravi: dal momento che non è stato trovato sinora alcun antidoto.

Rischi

Toccano, secondo gli esperti della Società, soprattutto le persone affette da allergia il cui numero potrebbe aumentare a dismisura e sfuggire al controllo delle strutture sanitarie.

Soltanto a causa delle punture degli insetti autoctoni si calcola una cinquantina di decessi l'anno. Quindi, con l'arrivo della Vespa orientalis (dal Sud Est europa e Medio Oriente) e della Vespa velutina (originaria della Cina) ci sarebbe da stare poco allegri. E la presenza di questi due insetti "alieni" è stata oltremodo segnalata in Sicilia, Piemonte e Liguria. Ma che per effetto d'un clima caldo favorevole potrebbero invadere la penisola intera.

Inoltre bisogna sottolineare il fatto, sempre secondo gli esperti, che esiste la possibilità che possano proliferare incrociandosi con gli insetti di casa nostra, aumentando di dimensione e strutturando enormi nidi. In pericolo ci sono pure gli animali e sotto emergenza potrebbe passare il comparto agricolo.

Rimedi

E' la vaccinazione. Per gli insetti "alieni" però -denunciano gli allergologi- a tutt'oggi non ci sono terapie e specifiche profilassi.

Invece per gli insetti autoctoni i soggetti a rischio possono ricorrere alla prevenzione con i vaccini già in uso. Anche se poi sembrerebbe che soltanto il 7% degli allergici si rivolge alla struttura sanitaria per tutelarsi dal veleno degli imenotteri.

Provvedimenti

Scena muta. Probabilmente per mancanza di fondi oppure di coordinamento tra il ministero della Salute e le Regioni. Seppure il vicepresidente SIAAIC, Gianrico Senna, insiste nel ricordare che diverse sentenze "hanno già obbligato alcune Asl a somministrare gratis il vaccino ai pazienti: è un salvavita, e dovremmo perciò garantirlo a tutti gli allergici agli insetti".

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