La Sanità è stata per decenni un fiore all'occhiello del nostro Paese: una sanità accessibile a tutti, fruibile da tutti, non solo da chi dispone di una assicurazione privata, come ad esempio accade in America. Qualcosa, però, negli ultimi anni, ha iniziato a scricchiolare e, se non si prenderanno i dovuti provvedimenti, è molto probabile che il sistema sanitario domestico possa sempre di più assomigliare alle rovine di Pompei che perdono pezzi un giorno sì a l'altro anche.

Sprechi, inefficienze, continui tagli alla spesa sanitaria, hanno di fatto interrotto il processo di ammodernamento e sviluppo delle strutture sanitarie italiane. E' vero che, in molti settori e in molte aree, parliamo ancora di eccellenze europee se non mondiali, ma sono sempre di più i casi di malasanità dovuti a carenze infrastrutturali, di organico o personale.

Nel corso degli anni, i governi che si sono succeduti alla guida del Paese, hanno cercato di tamponare questa emorragia attraverso l'introduzione dei ticket sanitari, via via, divenuti sempre più elevati.

Facendo un conto approssimativo, però, circa la metà degli italiani il ticket non lo paga, vuoi perché esente, vuoi perché affetto da patologie cui lo Stato riconosce lo status di esenzione, indipendentemente dal reddito del soggetto che ne è afflitto. Ecco perché si sta studiando una riforma ed una modifica del sistema sanitario all'interno del quale, ad oggi, i soggetti che non pagano alcun ticket sono percettori di almeno l'80% delle prestazioni sanitarie erogate.

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Salute

Si capisce quindi, come, il sistema sia in perenne e forte disequilibrio, soprattutto considerando che, come già evidenziato, per alcune patologie, beneficiano dell'esenzione totale anche i soggetti percettori di redditi elevati.

Che cosa bolle in pentola? E' molto probabile che si arrivi all'introduzione del concetto di franchigia, alla stessa stregua di quanto accade, ad esempio, per alcune garanzie assicurative.

Cosa significa? La franchigia, nel contratto assicurativo, è quella parte di costo che rimane a carico dell'assicurato. Nel caso della sanità, è ipotizzabile che venga inserita una specie di franchigia annua (rapportata al reddito Isee) fino al limite della quale, il costo rimarrebbe a carico del cittadino. Oltre la soglia di franchigia, invece, ci penserebbe lo Stato. Al momento si tratta solamente di ipotesi, ma è certo che qualcosa dovrà cambiare ed anche in fretta: siamo ormai agli ultimi posti, a livello europeo, per ciò che concerne la spesa sanitaria.

Anche questo è un indicatore di un Paese in perenne involuzione che fatica ad uscire dalla crisi, dove sperperi e mani bucate fanno da contraltare a miseria e povertà.

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