E' stato prodotto nei laboratori della Irbm Science Park di Pomezia un vaccino contro l'Ebola che consente una protezione dal virus per dieci mesi. Viene quindi dall'Italia la più concreta speranza di arrestare il diffondersi dell'epidemia che ha finora provocato oltre 2000 morti in Africa. Il vaccino, il cui funzionamento è illustrato sulla rivista Nature Medicine, è frutto di una collaborazione tra la Okairos e la stessa Irbm, ed è stato testato a lungo su un gruppo di macachi che sono risultati immuni alla contrazione del virus Ebola per dieci mesi dopo la somministrazione del medicinale.

Tutti i vaccini testati finora non erano mai andati oltre un mese di protezione.

PARTITA LA SPERIMENTAZIONE SULL'UOMO

Proprio in considerazione degli incoraggianti risultati della sperimentazione sulle scimmie, la Food and Drug Administration, l'agenzia americana per gli alimenti e i medicinali, ha acconsentito a semplificare le procedure burocratiche per autorizzarne la sperimentazione clinica sull'uomo che è partita negli Stati Uniti il 28 agosto scorso. Il vaccino messo a punto nei laboratori di Pomezia, si differenzia dall'antivirus Zmapp americano, che ha consentito la guarigione di alcuni pazienti infettati poiché si somministra a soggetti sani, proteggendoli dalla contrazione del virus.

Secondo la spiegazione fornita dal professor Riccardo Cortese, una delle maggiori autorità a livello mondiale nel campo dei vaccini e direttore della Okairos, il vaccino italiano agisce allertando le cellule killer presenti nel nostro corpo sul possibile arrivo dell'agente patogeno Ebola, in modo che, se dovesse arrivare, sono pronte ad intervenire neutralizzandolo immediatamente. Un approccio che potrebbe quindi rivelarsi estremamente utile per bloccare il diffondersi dell'epidemia, anche proteggendo il personale sanitario in prima linea nel combattere il virus, e consentire di sviluppare nel frattempo un antivirus efficace.

GIA' PRENOTATE 10.000 DOSI

Per questo motivo l'Oms, l'organizzazione Mondiale della Sanità, ha riposto le sue speranze per vincere la battaglia contro Ebola sulla scoperta italiana, ordinando 10.000 dosi del vaccino che saranno prodotte dalla Glaxo Smith Kline.

In Italia, intanto, pur non essendo stato registrato alcun caso, cominciano a farsi sentire le voci degli esperti che sollecitano l'approvvigionamento di farmaci, benché la loro efficacia non sia stata testata sull'uomo, e la formazione di un comitato etico che, vista l'eccezionalità della situazione, dovrebbe autorizzarne l'uso nel caso in cui se ne presenti la necessità.