I tumori infantili rappresentano la seconda causa di morte dopo gli incidenti stradali con un tasso di mortalità pari a 2,8-3,5 morti ogni 100000 bambini (Bosetti et al. 2010). Essa costituisce una delle più rilevanti malattie sociali della nostra epoca. Secondo un recente rapporto, pubblicato dall'Associazione Italiana dei Registri Tumori in collaborazione con AIEOP, la situazione circa l'incidenza dei tumori infantili registratasi in Italia è in buona parte incoraggiante.

Più in dettaglio l'incidenza dei tumori infantili, dopo un significativo aumento del 3% annuo dalla fine degli anni '80 alla fine degli anni '90, ha iniziato a diminuire di circa l'1% l'anno, anche se rimane più elevata rispetto al resto d'Europa. In aggiunta la sopravvivenza, nel corso degli ultimi 3-4 decenni, è notevolmente aumentata nei paesi industrializzati, grazie al perfezionamento degli strumenti diagnostici, terapie ecc.

In particolare un'analisi condotta in 23 paesi europei riporta una sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi pari all'81% nei bambini e all'87% negli adolescenti affetti da tumore, diagnosticati nel periodo 1995-2002 (Gatta et al, 2009). Inoltre vi è una maggiore probabilità di guarigione in entrambe le classi d'età e si è assistito a una diminuzione della migrazione extraregionale ed un aumento dell'immigrazione per motivi sanitari.

Al termine del periodo di osservazione, l'indagine ha evidenziato che i tumori infantili più frequenti sono le leucemie e i tumori del sistema nervoso centrale seguiti dai linfomi. Riguardo alle cause, tuttavia, si sa ancora poco: 5% ha una chiara origine genetica, 3% una plausibile correlazione ambientale ( infezioni, agenti fisici, sostanze chimiche e una dieta inadeguata), mentre il restante 90% dei tumori rimane ad eziologia sconosciuta.

Poiché la risposta immunitaria gioca un ruolo fondamentale in ciascuna di queste malattie, è importante considerare gli effetti delle sostanze tossiche come pesticidi, inquinamento dell'aria e dell'acqua, il piombo, il fumo di sigaretta e altri fattori come ad esempio i cellulari e le radio frequenze. Alla luce di queste considerazioni, pertanto, si raccomanda un atteggiamento precauzionale, anche se la correlazione rimane a volte controversa.

In conclusione studi futuri, possono contribuire a determinare le cause alla base dell'insorgenza dei tumori e ridurre l'incidenza tramite linee guida di prevenzione

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