Il nostro è un paese in cui, negli ultimi tempi, grazie al web le notizie poco attendibili si diffondono come un virus, si moltiplicano e passano di tastiera in tastiera a velocità supersonica, si arricchiscono di particolari in base alla fantasia di ognuno e contagiano chiunque si soffermi a leggere. Qualche anno fa, una delle bufale più famose è stato il "fungo cinese", un composto disgustoso e molliccio, in grado di guarire ogni malattia dall'unghia incarnita alla tubercolosi. Qualcuno certamente lo ricorderà, ma in quel caso i danni furono limitati, forse perchè internet non era ancora usato massivamente come oggi; tuttavia meglio andarci cauti nel prendere per oro colato certe notizie.

Quella che gira al momento, per esempio, è sulle vaccinazioni: grazie alla convinzione - errata secondo i medici - che siano potenzialmente dannose, malattie come la poliomelite o la tubercolosi stanno ritornando a mietere vittime.

Sta per partire una campagna capillare a favore dei vaccini

A iniziare sarà l'ASL di Monza che ha in programma per il 19 ottobre un convegno alla Bicocca. L'obiettivo è mantenere al di sopra del 92% la copertura vaccinale, informando la popolazioni sui rischi delle mancate vaccinazioni tramite campagne, informazioni e volantini nelle scuole e nelle farmacie. Molti genitori "salutisti" italiani sono sempre più convinti che vaccinare i bambini sia pericoloso; inoltre, grazie al fatto che considerano il paese corrotto e che dietro certe campagne ci siano esclusivamente interessi economici, a discapito dell'informazione sugli effetti collaterali,preferiscono non rischiare.

È vero che molti vaccini non sono indispensabili, ma altri invece si, come per esempio l'antipolio. L'italia è meta di profughi provenienti da tutto il mondo, potrebbero diffondere di nuovo malattie ormai debellate da tempo proprio grazie alle mancate vaccinazioni. I controlli sanitari non sempre vengono fatti anche perché molti sfuggono non appena mettono piede sul nostro territorio disperdendosi chissà dove.

Inutili i discorsi incentrati sull'accoglienza, mantenendo una certa superficialità su argomenti importanti come questo. Se non abbiamo la cultura necessaria, o se le nostre idee sono confuse, prima di decidere di non vaccinare i bambini, chiediamo al medico di famiglia o al pediatra.

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