Come segnala lo stesso Estropico, il primo blogger a divulgare in Italia certe nuove tecnologie radicali, sabato 24 ottobre, ore 17:30, Stadio di Domiziano (Piazza Navona), a cura delle associazioni futuribili Deleyva Editore, Italian Institute for the Future, Longevity Alliance Italia, Connettivismo, Open Biomedical Initiative, Associazione Italiana Transumanisti, il Network dei Transumanisti Italiani, è in programma Longevity Day, per la prima volta in Italia. Per il convegno, nell’ambito dell'International Longevity Day, intervengono: Alessio Brugnoli, Riccardo Campa, David De Biasi Aubrey de Grey, Alberto Mazzocato, Roberto Paura, Bruno Lenzi, Ilia Stambler, Emmanuele Jonathan Pilia (Transumanista e direttore editoriale di Deleyva Editore).

Nostra intervista esclusiva a quest'ultimo, relatore e promotore, per Blasting News.

Per la fine dell'invecchiamento

D - Longevity Day, una giornata quasi memetica per il Transumanesimo, destinata a innestare in Italia orizzonti conoscitivi inediti, concordi? R - Assolutamente sì: se c’è un tema di ricerca per cui il Transumanesimo ha iniziato a destare curiosità nei mass media è proprio il risveglio di quell’antico sogno che ha accompagnato l’umanità dalla sua alba: l’eterna giovinezza. I narratori delle età eroiche, e gli autori classici che ne hanno romanzato le gesta, avevano fatto propria l’idea che l’immortalità rappresentasse una delle caratteristiche proprie degli dei, che gli uomini potevano solo accarezzare.

Quest’idea venne fusa e riversata come un liquido caldo nei loro miti: la vita non si sarebbe mai spenta nel cuore degli eroi. E l’eroe non poteva che essere immortale, strappando questa caratteristica agli Dei, colpevoli di aver confinato l’uomo alla sfera mortale. Era proprio la morte a contraddistinguere l’umano dal divino: il tempo avrebbe corrotto la putrida carne che avvolge il nostro scheletro, che a sua volta si sarebbe ridotto ad un pugno di polvere; gli Dei avrebbero continuato a prosperare indisturbati.

Il cristianesimo ha inaugurato un approccio all’idea di vita eterna assai distante da quella elaborata nella classicità, un approccio che due millenni hanno offerto unica fonte di speranza per l’intera cristianità, e dunque di controllo sociale. Non a caso, l’alchimia, sebbene tollerata, è sempre stata una disciplina che danzava sul filo dell’eresia.

Forse è per questo che una delle accuse più spesso rivolte al transumanesimo è quella di voler giocare a fare Dio, perché l’aver cancellato dall’orizzonte ogni possibilità divina svuota una sfera celeste che solo l’uomo può colmare. Per millenni l’umanità si è accontentata di avvicinarsi a Dio, oltre che col mito, con l’arte e la poesia. Oggi, può legittimamente riempire questo vuoto tempio anche con le armi della Scienza. Infine, non a caso, presenteremo il capolavoro di Aubrey de Grey, il celebre scienziato della longevità estrema, La Fine dell'Invecchiamento (Deleyva editore), per la prima volta tradotto in Italia.

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