Vaccini si, o no vaccini no? Il dibattito intorno alle vaccinazioni pediatricheè particolarmente acceso in questi giorni, dopo che una neonata di appena 28 giorni è deceduta a causa della pertosse. Immediatamente mamme e medici, giustamente preoccupati per la Salute dei propri figli, hanno accusato chi ha scelto di non vaccinare i propri figli. In effetti stiamo osservando ad una forte diminuzione delle vaccinazioni pediatriche, a causa di una crescente diffidenza nei confronti dei vaccini. Medici pro e contro vaccino si scontrano a suon di evidenze scientifiche ed il dibattito sul web è particolarmente accesso.

Si sta addirittura ipotizzando una legge ad hoc per impedire l'accesso all'istruzione pubblica ai bambini non vaccinati. Con questo articolo cercheremo di esaminare la cosa più nel dettaglio, ricordando che per ogni dubbio od incertezza, la cosa migliore resta quella di contattare il pediatra di riferimento.

Neonata muore di pertosse: sotto accusa il calo delle vaccinazioni

Il fatto risale alla settimana scorsa. Una bambina di soli 28 giorni è morta al Sant'Orsola di Bologna a causa della pertosse. I medici inizialmente avevano creduto si trattasse di bronchite. Quando i sintomi sono peggiorati, la neonata è stata trasferita in terapia intensiva, ma a nulla sono valsi gli sforzi compiuti dai medici nel tentativo di salvarla.

Una tragedia che secondo molti è imputabile al calo delle vaccinazioni pediatriche. In Emilia Romagna nel 2013 il 95,8% dei bambini è stato vaccinato contro la pertosse, mentre nel 2014 la percentuale è scesa al 94,44%. I neonati non sono vaccinabili e per questo, secondo il pensiero corrente, vaccinarsi rappresenta l'unica possibilità per prevenire un contagio che nei lattanti può avere effetti mortali.

Epicentro, portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

Su Epicentro, il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica, curato dal Centro Nazionale di Epidemiologia, Sorveglianza e Promozione della Salute leggiamo: "Nelle popolazioni vaccinate si è osservato un ritorno della pertosse a causa della perdita progressiva di immunità e, in effetti, quando è stato introdotto il vaccino 30 anni fa non venivano utilizzate le dosi di richiamo." Sempre da Epicentro, apprendiamo che la vaccinazione contro la pertosse conferisce un'immunità non permanente, che va a scemare nel tempo ed è per questo necessario effettuare sucessivi richiami, pena la perdita d'immunità.

Alla luce di quanto appreso da questa fonte particolarmente autorevole, sorgono alcune domande: a chi è imputabile il tanto temuto ritorno della pertosse? La colpa è del calo delle vaccinazioni pediatriche o piuttosto stiamo assistendo ad un ritorno della malattia per via dei mancati richiami? Forse un insieme delle due cause? Il terrore sparso in questi giorni sul web è giustificato? Ai lettori l'ardua risposta.

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