Dal 1968, data nella quale si isolò Zika sul primo essere umano, si sono registrati altri casi isolati del virus. In queste ultime settimane, per la prima volta nella storia, si è cominciato ad associare il virus a una grave patologia sui neonati, la microcefalia, anche se ad oggi non è dimostrato scientificamente che esista una correlazione fra le due cose. Una cosa al momento assodata è che questo tipo di zanzara Aedes Aegypti in America Latina può "trasportare" principalmente tre virus: Dengue, Chikungunya e Zika.

Pubblicità

Tutti questi hanno caratteristiche e decorso apparentemente simile: come mai solo sull'ultima ricadono i sospetti peggiori?

Dove nasce il sospetto

Il 12 gennaio scorso il Ministero della Salute brasiliano divulga il tragico bilancio: nello stato del Pernabuco dal 22 ottobre 2015 al 9 gennaio 2016 denuncia 3.530 casi sospetti di microcefalia relazionata al virus Zika. La notizia fa il giro del mondo e molti paesi dell'America Latina, si preparano a fronteggiare il virus che si sta già diffondendo in casi per ora di molto inferiori al Brasile.

Altri paesi del mondo si preparano a ricevere e trattare i potenziali casi di virus contratti dai propri cittadini al ritorno da zone endemiche.

Tutti i paesi dispensano in misura più o meno razionale consigli di comportamento per scongiurare il contagio. Un occhio giustamente vigile lo meritano soprattutto le donne in gravidanza, visto i rischiosi sospetti, anche se si parla di possibili relazioni con un'altra patologia importante sugli adulti. Fino a qui tutto pare nella norma, il "giusto" stato di allerta, non si parla di pandemia perchè forse non è il caso, la linea sottile fra preoccupazione e psicosi non sembra superata.

Pubblicità

Brasile e sperimentazioni di zanzare geneticamente modificate

La Oxitec Ltd, un'azienda britannica che si occupa di biotecnologia, tra il 2011 e 2012 avrebbe effettuato test per l'autodistruzione della zanzara Aedes Aegypti nella zona di confine fra gli stato di Bahia e Pernabuco, in altre parole sperimentazioni genetiche. L'obbiettivo principale è stato arginare il problema del virus Dengue che sembrava proliferare particolarmente nella zona, come la stessa Oxitec Ltd spiega; l'azienda ha prodotto in laboratorio "OX513A", un ceppo di maschio bisex di Aedes Aegypti il quale una volta rilasciato in zona e accoppiandosi con una femmina nel suo habitat naturale trasmette la mutazione genetica modificata nel proprio DNA sui discendenti, che morirebbero prima di poter trasmettere il virus.

I risultati del test brasiliano sono stati pubblicati anche sulla rivista scientifica PLOS Neglected Tropical Diseases il 2 luglio scorso e dichiarano una diminuzione della zanzara del 95%.

Secondo il rapporto dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, il Brasile nelle prime 21 settimane dell'anno 2015 ha registrato la stragrande maggioranza dei casi di probabile Dengue di tutto il continente americano, più di 1.000.000 su un totale di circa 1.200.000. L'Aedes Aegypti, bisex o no, rimane una massiccia presenza.

Pubblicità

Chissà se un giorno qualcuno sarà in grado di spiegare l'eventuale relazione fra microcefalia con queste zanzare OGM, confermare si tratti di una conseguenza del virus Zika o altra sorta di manipolazioni. Rimane il fatto che la Oxitec Ltd dichiara che "OX513A" è disponibile in background genetici dell'America latina e dell'Asia.

Disponibile la "zanzara tigre" transgenica

La stessa multinazionale dichiara di aver creato anche "OX3688", un ceppo di zanzara tigre questa volta femmina ma che non può volare, così da essere "condannata" ad essere rapidamente mangiata dai suoi predatori naturali, ora disponibile in background genetico asiatico. Ora un'università del New Jersey, ha ottenuto i permessi per l'importazione e ha iniziato a testare "il prodotto" e la Oxitec Ltd annuncia che ci sono altri ceppi in fase di ottimizzazione.

Che ne dite, se fosse pronta la versione transgenica del ceppo italiano la accoglieremo a cuor leggero?