Pacchetti di sigarette a 18 euro? Potrebbe essere la 'soluzione finale' contro il vizio del fumo. Del resto, i fumatori abituali sanno bene quanto un pacchetti di sigarette sia costantemente aumentato in questi anni. Mediamente, ormai il loro costo è mediamente sui 4,50 euro a pacchetto, a seconda delle marche. A ciò poi si è aggiunta la soppressione dei pacchetti contenenti dieci sigarette, che almeno davano una parvenza di risparmio. Se è vero che tra gli uomini un disincentivo a fumare si è verificato, è altrettanto vero che il vizio del fumo è aumentato tra le donne.

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Vediamo perché la soluzione drastica dei pacchetti di sigarette a 18 euro può diventare realtà. 

Pacchetti di sigarette a 18 euro, la proposta dell’Agenzia Nazionale per la Prevenzione

Tale proposta 'choc' è arrivata da Giacomo Mangiaracina, Presidente dell’Agenzia Nazionale per la Prevenzione, il quale l'ha presentata ai colleghi oncologi dell’AIOM e al Ministro della Salute Beatrice Lorenzin. Perseguendo così sull'innalzamento dei prezzi per disincentivare il fumo. Il dottor Mangiaracina ha inviato una lettera aperta, invitando colleghi ed istituzioni ad una soluzione drastica. Ricordando come aumenti sporadici di pochi centesimi alla volta, non ha risolto il problema.

Misura già adottata in altri Paesi

La proposta di innalzare drasticamente il prezzo dei pacchetti di sigarette è già risultato efficace in altri paesi e ciò potrebbe spingere anche il nostro paese ad adottarlo. Ultimo caso quello della Nuova Zelanda, che, come ricorda Mangiaracina, «proprio in questi giorni ha portato il prezzo delle sigarette a 18 euro a pacchetto». Nel Paese del continente oceanico, è stato così applicato alla lettera il cosiddetto programma mondiale Tobacco Endgame, che mira proprio a ciò.

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Inutile dunque alzare le tasse, meglio imporre il prezzo dei pacchetti di sigarette a 18 euro sostiene lo specialista.

Una soluzione radicale e sicuramente impopolare, che provocherebbe un drastico calo delle vendite delle sigarette e dunque delle entrate da parte dello Stato. E che probabilmente, specie in alcune zone del Paese, aumenterebbe la vendita di sigarette di contrabbando. Ma anche meno danni alla salute delle vie respiratorie. Insomma, il dibattito è appena iniziato ma non bisogna escludere nulla.

Non sarebbe la prima volta che l'Italia si adeguasse a misure di altri Stati.