Il rapporto che i bambini hanno con la tecnologia è uno degli argomenti più discussi al giorno d’oggi.I più piccoli, oramai, entrano in possesso di uno smartphone in età sempre più giovane, spesso ignari dei rischi dai quali si devono difendere.

Bisogna ricordare, infatti, che questi dispositivi mobili sono prima di tutto la chiave di accesso più rapida a internet e ai numerosi pericoli che in esso si nascondono.Secondo la società di ricerche "Influence Central", in media i bambini entrano in possesso del primo smartphone all’età di 10 anni, mentre per alcuni la soglia di età si abbassa fino ai 7 anni.

La tendenza, inoltre, come sostenuto da Stacy DeBroff, amministratore delegato della società, è destinata addirittura a scendere, questo perché i genitori sono sempre più stanchi e non sono disposti a discutere sull’argomento.

In direzione completamente diversa, invece, si è pronunciato James P. Stayer, amministratore delegato di "Common Sense Media", un'organizzazione no-profit che esamina i contenuti e i prodotti per le famiglie, che ha una regola ferrea per i suoi cari: niente smartphone se non dopo l’inizio delle scuole superiori, quando i ragazzi hanno un’età tale da avere ben chiaro, prima di tutto, il valore della comunicazione faccia-a-faccia.

Alcuni genitori, ha detto poi Stayer, proprio per questo motivo possono decidere che in realtà i loro figli sono pronti già prima di frequentare la scuola superiore, poiché "più che l’età è proprio il livello di responsabilità e di maturità" di un bambino che conta.

Quindi, come si fa a determinare il momento giusto?

Alcuni esperti si sono trovati d’accordo sul dire che 12 anni è l’età giusta; altri, invece, hanno sostenuto che bisogna aspettare fino ai 14. Tutti, però, si sono trovati d’accordo su un punto (che non entusiasmerà i produttori di smartphone), e cioè che è meglio aspettare il più possibile.

Quando si arriva a prendere questa decisione, infatti, si devono tenere in considerazione diversi approcci che hanno come obiettivo quello di impostare dei limiti prima di tutto. Imponendo, per esempio, regole come nessunosmartphone a tavola e telefoni in aula, affidarsi a dispositivi di Parental Controls,limitando così la possibilità di accedere a contenuti per adulti.

In ultima analisi, sono i genitori a dover capire quando il loro bambino è pronto e, quando arriverà quel momento, dovranno essere sempre loro a valutare la situazione, per evitare conseguenze negative nel futuro.