Si chiamano Matteo e Chiara Cecchetti, sono marito e moglie e, direttamente dal reparto di ematologia dell’ospedale nel quale Matteo è ricoverato per curare un linfoma leucemico linfoblastico T al quarto stadio B, hanno deciso di registrare un video. Un video ironico, allegro, scanzonato, che strappa un sorriso amaro e che si chiama Chemio Jouer. Il Chemio Jouer, sulle note del famoso Gioca Jouer, viene cantato e mimato dalla coraggiosa coppia che ha scelto la musica, l’ironia, per raccontare e condividere la terribile esperienza della malattia.

“Che San Cecchetto ci perdoni, se non altro perché l'intento è nobile: sdrammatizzare la #chemioterapia e il #Tumore, perché l'ironia (e l'autoironia soprattutto) è sempre una #medicina preziosa. Dopo aver visto il video della ragazza che ballava mentre era attaccata alla #chemio, io (Matteo) e mia moglie (ChiaraSole) volevamo fare qualcosa di simile, ed ecco il "Chemio-Jouer" si legge nella descrizione del video su Youtube che in pochi giorni di pubblicazione ha superato le 37 mila visualizzazioni.

Tumore, Chemio, Nausea, Febbre, Capelli, Rachicentesi, Brividi, Noia, Mascherina, Trapianto, Reagire! Questa la reinterpretazione del Gioca Jouer, questa la serie di parole scelte per condensare in pochi minuti le fasi della malattia con un’ultima parola posizionata alla fine Reagire. Reagire anche con l’ironia, Reagire sdrammatizzando, Reagire trovando talmente tanta forza da riuscire a condividerla in un video.

Il video è stato rilanciato anche nella fan page della giornalista Selvaggia Lucarelli alla quale la signora Chiara Cecchetti si è rivolta per chiedere un aiuto nella condivisione: “abbiamo deciso di fare un video direttamente dal reparto di ematologia, cercando di essere ironici e di strappare un sorriso a chiunque viva la stessa nostra situazione. Si tratta di un video ispirato a Gioca Jouer e noi l'abbiamo chiamato Chemio Jouer. Te lo mando e ovviamente se lo riterrai opportuno ti chiedo di condividerlo affinché arrivi un sorriso nelle case di chi sta attraversando lo stesso dramma”.

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