Alzi la mano chi, nel bel mezzo di una lezione di analisi o ermeneutica, non abbia almeno una volta desiderato di ritrovarsi ancora sotto le coperte a sonnecchiare senza pensieri. C'è voluta ben più che un'alzata di mano, ma una vera e propria delibera di comitato studentesco di ricerca e sviluppo dell'Università di edimburgo per decidere dell'installazione, all'interno della biblioteca universitaria, degli avveniristici nappod, vere e proprie calotte che promettono cicli da 20 minuti di sonno indisturbato ad ogni assonnato studente.

Con il nappod mai più teste ciondolanti

Secondo il direttore del think-tank studentesco, Priyanka Radhakrishnan, dietro all'installazione di questi dispositivi c'è il messaggio che anche in un contesto come quello universitario la salute debba venire al primo posto: "È scientificamente provato che la mancanza di sonno sia causa di molteplici disturbi, per questo consideriamo la possibilità, per ogni studente, di potersi godere 40 minuti di assoluto riposo come un passo importante verso il raggiungimento della migliore forma fisica".

Un sonnellino che costa caro

La notizia dell'imminente arrivo in ateneo dei nappod ha destato non poche polemiche, considerato anche il costo che queste unità comporteranno per le casse dell'università: ogni calotta ha infatti un costo di 10.000 Sterline (equivalenti a circa 12.000 Euro, per un costo totale dell'intero set che si aggira quindi intorno ai 50.000 Euro). Se ciò non bastasse, altre obiezioni riguardano la forma ed il funzionamento di questi dispositivi, considerato che per un utente claustrofobico il vedersi letteralmente inghiottito dalla calotta trasformerebbe l'esperienza in un vero e proprio incubo.

Come sempre, però, il successo definitivo dell'iniziativa non starà tanto nelle opinioni comprensibilmente discordanti tra sostenitori e detrattori, ma dal reale utilizzo di queste innovative "tecnobrandine", già in uso dal 2014 presso l'Università di Manchester e all'interno della sede londinese di Google. Il bibliotecario dell'università, Marc Fossey, racconta che i nappod per ora sono piuttosto popolari tra gli studenti: "Si ha la possibilità di prendere una breve pausa dai propri studi e ricaricarsi, facendosi cullare dalla musica per una ventina di minuti".

Certo, sono ancora in molti a pensare che il vero toccasana per le menti annebbiate dal sonno e dallo studio sia il proprio lettone. Tradizionalisti? Per i sostenitori di questa novità, si saranno semplicemente 'alzati con il piede sbagliato'.

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