Focolai di meningite in varie zone del nostro Paese, ultimo il caso dell’insegnante di Roma deceduta a causa di una meningite da Escherichia coli, stanno destando preoccupazione tra i cittadini e tra le stesse autorità sanitarie. Una delle possibili cause è la sottovalutazione del rischio, alimentato da una campagna contro i vaccini in generale. A fine dicembre, mentre tutti erano pronti a festeggiare l’arrivo del nuovo anno, l’Istituto Superiore di Sanità ha diramato un vademecum per spiegare quali batteri sono responsabili della meningite, dove sono presenti, e come ci si può difendere.

Le cause della meningite

Innanzitutto cos’è la meningite? Si tratta di una malattia infettiva a carico delle meningi, membrane protettive che avvolgono le fibre del nostro sistema nervoso centrale e del midollo spinale. Trattandosi di infezioni, l’eziologia (causa) può essere di origine virale, batterica o da altri microrganismi. Non sempre è nefasta anzi, ci sono casi dove è addirittura asintomatica. Ma, nei casi più gravi, può essere fulminante, portando a morte in pochi giorni.

Limitandoci ai batteri, quello più temuto è il Neisseria meningitidis (meningocco), seguito da altri due, Streptococcus pneumoniae (pneumococco) e Haemophilus influenzae (coccobacillo Gram-negativo). Limitandoci ulteriormente al meningocco, ne esistono diversi sierogruppi: A, B, C, Y, W135, X.

Tra tutti, il più aggressivo è il meningococco di sierogruppo C. Questo, insieme al sierogruppo B, è tra i più frequenti in Italia, e in Europa.

Secondo l’ISS, nel 2015 nel nostro Paese si sono registrati 196 casi di meningite invasiva da meningococco, quasi tutte del gruppo B e C. Si tratta di una incidenza bassa, pari a 0,32 casi per 100.000 abitanti, ma in aumento rispetto agli anni precedenti: 0,23 nel 2012, 0,29 nel 2013 e 0,27 nel 2014.

Sempre nel 2015, i casi di meningite causati da Streptococcus pneumoniae sono stati 1256. Anche in questo caso i numeri sono in aumento rispetto agli anni precedenti: 2013 (977 casi) e al 2014 (957). Mentre, nello stesso anno, i casi Haemophilus influenzae sono stati 131, in aumento rispetto agli anni precedenti.

L’insegnate 52enne di Roma, deceduta pochi giorni fa a causa di una meningite, è stata colpita da una forma batterica, l’Escherichia coli.

Tuttavia, solo dopo l’autopsia si potrà definire meglio il quadro eziologico di questo caso.

La profilassi secondo l’Istituto Superiore della Sanità

La maggior parte dei casi di meningite da sierogruppo B, si registra nei bambini entro il primo anno di vita. Ma non sono da escludere casi tra gli adolescenti e i giovani adulti. La prevenzione si basa sui vaccini. Ma quali sono disponibili?

Contro il meningococco di tipo B esiste un vaccino specifico, che protegge solo da questo sierogruppo. Richiede diversi dosaggi, a seconda dell’età anche se è consigliato iniziare entro il primo anno di età. Al momento è gratuito solo in alcune regioni ma è prevista la gratuità su tutto il territorio nazionale.

Contro il meningococco di tipo C esiste un vaccino specifico, il MenC, che protegge solo dal sierogruppo C, è gratuito ed è sufficiente una sola dose a 13 mesi. Sempre per lo stesso ceppo, è possibile ricorrere ad un vaccino polivalente, il cosiddetto coniugato tetravalente, che protegge verso i sierogruppi A, C, W e Y. Questo è consigliato per gli adolescenti non vaccinati da piccoli o come profilassi in chi si reca nei Paesi dove sono presenti meningococchi degli altri sierotipi presenti nel vaccino. Il medico può consigliare questo vaccino anche nei soggetti a rischio (talassemici, diabetici, militari, ecc.).

La vaccinazione contro il coccobacillo Haemophilus Influenzae B è solitamente effettuata in tre dosaggi entro il primo anno di vita, gratuitamente, insieme a quella antitetanica, antidifterica, antipertosse, antipolio e anti epatite B. Anche contro il pneumococco Streptococcus pneumoniae, la vaccinazione è gratuita e viene somministrata in tre dosaggi entro il primo anno di vita.