Secondo la Società Italiana Unitaria Colonproctologia sono circa 5 milioni gli italiani che soffrono di emorroidi. Ma in pochi ne parlano, vuoi la vergogna, l'imbarazzo, la paura. Insomma, tutti accomunati da lo stesso fastidioso disturbo, e in pochi si fanno visitare dal medico. Minimizzare? No. Le emorroidi sono un vero, e talvolta invalidante, problema. E pensare che affliggeva anche personaggi famosi come Liz Taylor, Karl Marx, Napoleone Bonaparte, Marilyn Monroe. Al riguardo, le campagne informative e preventive sulla patologia sono tantissime, ma sentiamo le parole dell'esperto Giovanni Milito, direttore del Master in Proctologia all'Università Tor Vergata di Roma.

Non pontificare su temi scientifici

Il dottor Milito racconta che oggi, così come nel medioevo, il paziente affetto da questa patologia preferirebbe confidarsi con un “guaritore” sconosciuto, piuttosto che sottoporsi alle imbarazzanti domande intime di uno specialista. Le ragioni? Sia per l'uomo che per la donna è proprio quella zona del corpo che indica una certa riluttanza a parlarne apertamente. Tuttavia, la malattia non richiede cure “miracolose”, ma soltanto di prevenzione ed eventualmente delle cure appropriate. Come? -”Esiste un pratico strumento chiamato Proctoscopio”- afferma Giovanni Milito. Il quale permette la valutazione del grado della patologia, ancora prima di dover decidere per un intervento. Se invece si ha un prolasso rettale?

Allora un ricovero in day hospital e il soccorso del bisturi a radiofrequenza risolverebbe il problema in maniera indolore. Il tutto accompagnato da una breve degenza post operatoria.

Come si manifesta la patologia

Premesso che le emorroidi ci accompagnano sin dalla nascita, il dottor Milito ci tiene a chiarire che qualora si verifichi un sanguinamento, le prime cose importanti da escludere sono eventuali tumori, diverticoli, polipi e malattie infiammatorie del colon.

Del resto si tratta di piccoli cuscinetti vascolari, se interne. Quindi dilatazioni della parete di vene situate nel tessuto del tratto terminale del retto e dell’ano, e controllano l’apertura del retto. Diventano esterne quando sporgono in modo visibile e si presentano come protuberanze di colore rosso-bluastro, dure e dolenti. In ogni caso, il dottore Giovanni Milito, da un lato consiglia vivamente ai 50enni di sottoporsi a una colonscopia preventiva, e dall'altra a un esame in seguito al primo sintomo.

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