La fibromialgia è una sindrome caratterizzata principalmente da dolore muscolo-scheletrico cronico e diffuso, accompagnata da astenia, disturbo del sonno, disturbi cognitivi, problemi psichici. Proprio per la complessità dei sintomi, questa patologia è molto difficile da diagnosticare e solo in tempi recenti si sta cercando di dare una definizione accurata sia alle cause e agli effetti, ma anche ai trattamenti ed un eventuale percorso di riconoscimento di invalidità civile. Alcune regioni d'Italia sono più avanti rispetto ad altre, ma nel mese scorso l'Associazione AMRER dell'Emilia Romagna ha reso pubblico quello che potrebbe essere un modello nazionale di diagnosi e trattamento della fibromialgia.
Fibromialgia: a che punto sono le varie regioni d'Italia
Nonostante questa patologia sia conosciuta già dai tempi di Ippocrate (460-370 a.C), è solamente negli ultimi vent'anni che si stanno facendo passi avanti negli studi. Per questo motivo capita spesso, purtroppo, che il paziente venga considerato un "malato immaginario" e venga fatto rimbalzare da uno specialista ad un altro per anni prima di ricevere la diagnosi di fibromialgia. La commissione composta da 25 medici dell'associazione AMRER (Associazione Malati Reumatici Emilia Romagna) ha lavorato per circa due anni al documento "Diagnosi e trattamento della fibromialgia - Linee di indirizzo" proprio per porre semplici linee guida in modo che non ci debba più essere un'estenuante ricerca della verità.
A livello nazionale la sindrome non rientra nell'elenco delle malattie croniche per le quale è prevista l'esenzione alla spesa sanitaria e non risulta definito nessun percorso di assistenza. Tuttavia, l'esenzione è stata riconosciuta nelle Province Autonome di Bolzano e Trento; in Valle D'Aosta e Veneto la fibromialgia è stata riconosciuta come patologia, senza esenzione; in Lombardia, Piemonte e Toscana, invece, è stata approvata una mozione per il riconoscimento della fibromialgia come malattia cronica ed invalidante con relativa invalidità civile. Percorsi di riconoscimento di invalidità civile sono ormai in crescita, vista la disabilità quotidiana di chi soffre di questa malattia e, spesso, l'incapacità di mantenere un posto di lavoro.
Trattamenti della fibromialgia sperimentati in Emilia Romagna
Nonostante non si conoscano ancora le cause e siano stati individuati pochi elementi per il miglioramento dei disturbi, una persona che soffre di fibromialgia in molti casi percepisce un grado di disabilità maggiore rispetto a un malato di artrite reumatoide in quanto le semplici azioni di vita quotidiana sono seriamente messe in discussione. Fare la spesa, preparare i pasti, passare l'aspirapolvere, il semplice gesto del pettinarsi i capelli fa percepire al malato un dolore pungente e bruciante. Questo, ricordiamolo, associato anche a disturbi cognitivi (difficoltà a concentrarsi e perdite di memoria a breve termine), problemi gastro-intestinali, aumento del peso, carenze di vitamine e sostanze fondamentali per l'organismo, ansia e depressione.
L'Emilia Romagna ha sperimentato diversi metodi al fine di migliorare la qualità di vita dei pazienti. Questi metodi vanno dalla semplice educazione del paziente (tramite informazione e incontri), alla regolarizzazione dell'attività fisica (a secco e in acqua calda), dalla dieta alla somministrazione di farmaci per il dolore. Oltre ad illustrare nel dettaglio questi metodi e i percorsi termali con relativi benefici che le persone affette da fibromialgia hanno avuto, nel documento pubblicato da AMRER si fa, inoltre, qualche accenno all'uso di cannabinoidi, agopuntura e trattamento in camera iperbarica (metodi ancora in fase di sperimentazione).
Per chi volesse approfondire le informazioni contenute in questo articolo, basterà accedere al sito www.amrer.it, nella sezione "Focus sulla fibromialgia", in cui saranno presenti documenti e info sugli imminenti incontri aperti al pubblico.