L'effetto pigmalione, in psicologia, è il fenomeno per il quale le nostre credenze incidono in modo significativo sugli avvenimenti a tal punto da far avverare proprio quello in cui crediamo (profezia autoavverante).

Noto anche come effetto Rosenthal, suo ideatore dell'esperimento: il ricercatore, insieme a Jacobson, comunica all'insegnante di una classe il nome di alcuni bambini della classe che hanno ottenuto punteggi elevati all’Harvard test of Inflected Acquisition. In realtà questo test non esiste e i nomi sono stati scelti in maniera casuale.

Dunque le insegnanti sono portate a credere che alcuni bambini siano più capaci di altri. L'anno dopo i ricercatori tornano nella classe e propongono il test agli stessi bambini, notando una media di 4 punti in più negli studenti precedentemente indicati come più intelligenti; analizzando solo i bambini dei primi due anni di scuola invece gli studenti giudicati promettenti all’interno della prima classe mostrano di superare i compagni di oltre 15 punti.

L'effetto pigmalione nelle relazioni

Al di là dell'esperimento, nella vita di tutti i giorni chi è un pigmalione? Essere un pigmalione significa assumere il ruolo di maestro nei confronti di un' altra persona plasmandone la personalità, sviluppandone le doti naturali e affinandone i modi.

Quotidianamente, dunque, rappresenta un determinato soggetto che è capace di modellare e in un certo senso ispirare una serie di persone ad adottare i suoi stili comportamentali e a fare di sé una sorta di esempio per gli altri. Nelle relazioni, il fenomeno assume i contorni di una vera e propria dipendenza dal partner, che può essere affettiva.

Addirittura può diventare una dipendenza unilaterale dal partner, dove chi è in stato di subordinazione può vedersi influenzata la personalità, il carattere e la soggettività. Si perde dunque le caratteristiche individuali che rendono ogni individuo unico e diverso.

Le differenze in atteggiamenti

'Mai un uomo è riuscito a capire una donna'. Sfatiamo il mito.

Da sempre è noto il temperamento diverso tra maschi e femmine che, all'interno della relazione, può amplificarsi e creare più problematiche.In "Gli uomini vengono da Marte e le donne da Venere", però, John Gray cerca di spiegare alcune differenze dell'approccio ai vari ambiti quotidiani riscontrabili nella vita di coppia, cerca di gettare un po' di luce nell'affermazione brancolante nel buio di inizio paragrafo.

Citandone una, di differenze, nel secondo e terzo capitolo l'autore espone come i due affrontano in modo diverso lo stress. Mentre il maschio tende a rifugiarsi nella sua "caverna", la donna tende ad esporre i suoi problemi perché vuole essere ascoltata. Da questa visione diversa del mondo possono scaturire molte incomprensioni: a volte l'uomo può sentire attribuirsi la colpa dei problemi che gli vengono raccontati (quando in realtà è solo un modo per la donna di affrontare i problemi quotidiani) e cerca di dare soluzioni a tali problemi (quando in realtà la donna vorrebbe solo comprensione ed ascolto, sinonimi per lei di amore).

Dall'altra parte, la donna può ritenere il rifugiarsi in se stesso minimizzando il dialogo da parte dell'uomo come distaccamento emotivo (quando in realtà egli non fa altro che cercare soluzioni ai suoi problemi nel miglior modo che conosce).

Una comprensione reciproca dunque è alla base del funzionamento di coppia, senza la quale si possono creare fraintendimenti situazionali che creano risentimento ed emozioni negative: il dare consigli invece di ascoltare (uomo), il sentirsi schiacciato dal voler risolvere problemi che non può risolvere (uomo), lo spronare al linguaggio nel momento di ritiro (donna): sono alcuni esempi di errori comuni che possono peggiorare la relazione, perché vanno "contro natura" rispetto alle caratteristiche maschili o femminili del partner.

Sempre se possiamo definire tali atteggiamenti e caratteristiche come naturali dei due sessi, anziché individuali e costruite da società o altro; secondo l'autore del libro John Gray però tali spiegazioni possono riferirsi ai casi più frequenti. Oltre all'affrontare lo stress, nel saggio vengono affrontati approcci diversi ad altri problemi come la motivazione nella coppia, il linguaggio e pensiero, bisogni emotivi, fuga dai litigi, comunicazione difficile di alcuni sentimenti e come far felice il partner.

Dunque fare un pigmalione, in questa ottica, non sembra la cosa più consigliabile, anzi. Se come nel caso precedentemente descritto non viene preso il punto di vista altrui e comprese le circostanze, ma al contrario si ha la subalternità di una persona che sta alle regole informali poste dall'altro nella relazione, si può andare incontro all'instaurarsi di sentimenti negativi, perdita di personalità, autostima e indipendenza.

Se una donna viene privata del feedback positivo di una persona amata che la ascolta può essere sia ella più infelice sia più fragile la relazione; stesso discorso per l'uomo che non può avere momenti di isolamenti per cercare soluzioni ai suoi problemi. Viene meno la grandezza dell'amore e una dipendenza nei confronti del compagno può portare ad una spirale negativa da cui è difficile uscire.