gufo o allodola, qual è il tuo cronotipo? Da questo potrebbero dipendere alcune importanti condizioni quali diabete, disturbi neurologici, disturbi psicologici, disturbi gastrointestinali, disturbi respiratori, disagi psichici e persino il rischio di morte prematura. Lo studio, recentemente pubblicato sulla rivista Chronobiology International, ha monitorato quasi mezzo milione di adulti inglesi per una media di 6 anni e mezzo. I ricercatori del Northwestern's Feinberg School of Medicine, hanno evidenziato come i "gufi" presenterebbero un tasso di mortalità (qualsiasi ne sia la causa) superiore del 10% rispetto alle allodole.

Ma come spiegare tutto questo?

I cronotipi: gufo e allodola

Con il nome di questi due volatili vengono identificati i due cronotipi che caratterizzano il genere umano. Esistono infatti delle variabili biologiche, genetiche, insite nel nostro Dna, capaci di farci decidere se preferire il giorno piuttosto che la notte. Il ritmo circadiano non è affatto legato solo a fattori esterni, come l’alternarsi di luce e buio o abitudini più o meno errate. L'uomo pur essendo un animale pressoché diurno presenta delle variazioni, anche lievi, nel proprio orologio biologico: a seconda del cronotipo d'appartenenza, l'oscillazione normale dei cicli sonno/veglia varia da circa 2 ore prima a 2 ore dopo rispetto alla media.

Dunque il gufo (nottambulo) tendenzialmente preferirà tirar tardi in media 2 ore più degli altri, avrà difficoltà a carburare al mattino, dando il meglio di sé nelle ore serali; l'allodola (mattiniera) si alzerà pimpante 2 ore prima degli altri, riuscirà a concentrare le proprie energie nella prima parte della giornata, arrivando esausta la sera. Tutte le possibili variabili biologiche sono nel mezzo tra questi due estremi.

Il mondo è programmato per le allodole

Viviamo in un mondo che esige molto da noi e che non si cura affatto di quelle che sono le nostre inclinazioni naturali. Un gufo potrebbe persino passare per pigro o poco produttivo, ma non è colpa sua. Secondo Kristen Knutson, uno dei principali autori dello studio in questione, il nottambulo soffrirebbe più degli altri a causa di uno sfasamento tra il proprio orologio interno ed il modo in cui si impone di svolgere, suo malgrado, la propria vita, tale da portarlo a sviluppare disturbi vari nel lungo termine.

I ricercatori hanno fatto riferimento ai dati della Biobanca britannica, un ampio studio prospettico di coorte condotto tra il 2006 e il 2010 che ha studiato i fattori di rischio per le principali malattie negli uomini e nelle donne tra i 37 ei 73 anni. Per valutare il loro ritmo circadiano, ai partecipanti è stato chiesto di identificarsi come "sicuramente una persona mattiniera" (27%), "più una persona mattiniera che serale" (35%), "più una persona serale che mattiniera" (28%) o "sicuramente un persona serale" (9%). Dei 433.268 partecipanti, circa 10.000 sono deceduti durante il periodo di follow-up di 6 anni e mezzo dello studio.

Rischio di morte prematura aumentato del 10% per i gufi

Dopo aver controllato fattori come età, sesso, etnia, indice di massa corporea, fumo e durata del sonno, i ricercatori hanno scoperto che coloro che si identificavano come "sicuramente una persona serale" avevano un rischio aumentato del 10% di morire durante il periodo di follow up rispetto a quelli che si erano identificati come "sicuramente una persona mattiniera".

Il rischio di morte non è aumentato per coloro che si erano identificati come "più una persona mattiniera" o "più una persona serale" rispetto alle allodole. Oltre alla mortalità generale, essere un gufo è stato associato ad una serie di problemi di salute come disturbi neurologici, gastrointestinali e respiratori. Ma l'associazione più forte è stata in particolare quella per i disturbi psicologici: i gufi avevano quasi il doppio delle probabilità di riferire di avere una malattia psicologica (ansia, depressione, etc.) rispetto alle allodole. Inoltre secondo questo studio, che certo da solo non è sufficiente a spiegare tutte le ragioni che stanno dietro a simili risultati, i nottambuli avrebbero maggiori probabilità di sviluppare malattie cardiovascolari e alcuni tipi di cancro come quello alla prostata e al seno.

"La salute dei tipi serali potrebbe essere compromessa dal disallineamento tra i loro orologi biologici endogeni e il calendario delle attività sociali (ad esempio lavoro o pasti), definito disallineamento circadiano" concludono i i ricercatori in un nota. In definitiva lo stress causato dal provare a vivere contro le proprie inclinazioni naturali potrebbe spiegare in parte la cattiva salute dei gufi.

Suggerimenti dei ricercatori per salvaguardare la salute del cronotipo gufo

Certo non è possibile modificare il proprio cronotipo, ma alcuni suggerimenti forniti dagli stessi ricercatori possono aiutare coloro che sono stati programmati per vivere la notte. Tra questi:

  • Cercare, gradualmente, di andare a letto prima la sera: pochi minuti per volta ogni giorno;
  • Non portare a letto con sé smartphone e tablet: è noto che le fonti luminose, in particolare le luci blu di questi dispositivi, disturbano la capacità di addormentamento;
  • Trovare un lavoro che abbia orari flessibili o più coerenti con il proprio orologio biologico: difficile, ma per certi versi questa sarebbe la soluzione ideale per un gufo, che oltretutto ne garantirebbe una maggior efficienza sul posto di lavoro.
  • Attenzione a ciò che si mangia e ad altre pessime abitudini: le persone che vanno a dormire più tardi tendono a mangiare cibi più grassi, bevono più alcol e sono più propense ad utilizzare droghe ricreative e hanno inoltre una maggiore esposizione alla luce artificiale (una minore esposizione alla luce solare naturale è associata ad un maggior rischio di ansia e depressione).