Il virus del Nilo, dopo il decesso di un uomo qualche giorno fa al Policlinico di Cona (Ferrara) che presentava dei problemi cardio-respiratori, fa un'altra vittima. Dopo l'anziano morto nel ferrarese è deceduto un anziano di 79 anni residente in provincia di Verona. Si tratta della prima vittima in Veneto. A darne notizia è Luca Coletto, l'assessore alla sanità regionale, che sulla base dell'aggiornamento del bollettino sulle sorveglianza delle arbovirosi, informa che oltre ai 19 casi confermati si è aggiunto il decesso dell'anziano di 79 anni residente in provincia di Verona, contagiato dalla forma neuroinvasiva del virus.

Sempre Coletto riferisce che l'attenzione relativa ai casi di infezione derivanti dal West Nile virus è stata elevata ai massimi livelli. Inoltre l'assessore spiega che il piano regionale vettori 2018 è stato attuato in ogni sua parte. Riguardo alla morte dell'anziano l'assessore alla Sanità regionale, dopo aver rivolto le condoglianze alla famiglia, onde evitare timore ingiustificati precisa che stando a quanto indicato dagli esperti, un evento così grave si verifica soltanto nello 0,1% dei casi di infezione.

Coletto infine invita i cittadini alla collaborazione in quanto anche semplici comportamenti da parte dei singoli possono rivelarsi molto importanti. In questo senso ci si può proteggere dal virus utilizzando dei repellenti.

Sempre in una ottica preventiva, l'assessore alla Sanità del Veneto invita ad evitare l'accumulo di acqua stagnante nei giardini e nei sottovasi dei fiori, in quanto creano un ambiente adatto per la proliferazione delle zanzare che vi depositano le uova.

Virus del Nilo: focolai epidemici nel mondo

Il virus West Nile è stato isolato per la prima volta in Uganda nel lontano 1937 in una donna.

In seguito ha trovato diffusione in Egitto negli anni '50. Fino alla prima metà degli anni '90 l'infezione da virus del Nilo Occidentale si verificava soltanto sporadicamente. Nel 1994 scoppia un focolaio epidemico in Algeria a seguito del quale si verificano numerosi casi di encefalite. Nel 1996 invece si verifica una epidemia in Romania.

Negli Stati Uniti nel 1999 viene documentata la prima epidemia a New York. Attualmente si può dire che il virus si è diffuso a livello mondiale. I serbatoi del virus sono rappresentati dagli uccelli e dalle zanzare, soprattutto quelle appartenenti al genere Culex pipiens, che trasmettono l'ìinfezione all'uomo tramite puntura.

Nella maggior parte dei casi le persone infettate dal virus non mostrano alcun sintomo. Il 20% dei pazienti presenta invece sintomi quali mal di testa, febbre, nausea, vomito, ingrossamento dei linfonodi e sfoghi sulla cute. Soltanto in meno dell'1% si presentano sintomi gravi che possono sfociare fino alla paralisi e al coma. Infine nei casi più gravi il virus può causare una encefalite.

Attualmente non esiste un trattamento specifico per questa infezione. Generalmente i sintomi scompaiono da soli oppure possono protrarsi per qualche settimana. Nei casi più gravi è necessario il ricovero in ospedale per la somministrazione di fluidi per via endovenosa.