Inchiostri per tatuaggi ritirati dal Ministero della Salute. Recenti analisi condotte su alcuni campioni di pigmenti hanno evidenziato la presenza di sostanze chimiche pericolose per la salute e che potrebbero causare l’insorgenza di reazioni allergiche e problematiche serie per la salute. Si tratterebbe di 4 pigmenti, prodotti in America, ai quali si aggiungono altri 5, sempre americani, ritirati negli scorsi giorni, che sono risultati non idonei e conformi alla ResAP (Risoluzione Europea) emessa nel 2008 per regolare i prodotti relativi al settore dei tatuaggi e tutelare la salute di coloro che si sottopongono ai tatuaggi e coloro che lavorano nel settore.

Gli inchiostri risultati pericolosi e non conformi alle disposizioni europee

Sono in totale 9 i pigmenti per tatuaggi risultati pericolosi e ritirati dal mercato italiano su segnalazione del Ministero della Salute. Si tratta di coloranti prodotti tutti da aziende americane e presenti sul mercato con i nomi di: Blue Iris, Hot Pink, Sailor Jerry Red, Dubai Gold, Green Beret, Banana Cream, Black Mamba Lining Green e Lining Red Light. Ulteriori dettagli sui prodotti e le aziende che li producono possono essere controllati sul sito del ministero nella sezione ‘Allarmi consumatori e reazioni a notifiche di prodotti non alimentari pericolosi’. Il ritiro si è reso necessario dopo che, dalle analisi condotte dagli organi competenti, è emersa, al loro interno, la presenza di sostanze chimiche pericolose.

Il loro divieto è stato imposto per diverse motivazioni che in alcuni casi vede l’implicazione di queste sostanze per un rischio chimico/allergogeno e in altri casi si tratta, invece, di pericolo chimico/cancerogeno.

Tatuaggi sempre più diffusi: poche garanzie per i consumatori

Secondo recenti statistiche, due persone su tre hanno avuto una reazione allergica in seguito a tatuaggi. In Italia sono circa sette milioni le persone che si sono sottoposte a questa pratica che ormai è diventato un fenomeno di massa che ha coinvolge il 12,8% della popolazione. Il recente ritiro dal commercio di diversi pigmenti da parte del Ministero della Salute è un chiaro segnale che le leggi vigenti non sono sufficienti per garantire sicurezza e assenza di tossicità per i loro consumatori.

Chi decide di farsi un tatuaggio dovrebbe tutelarsi chiedendo informazioni chiare e dettagliate sulla natura degli inchiostri utilizzati che devono risultare atossici, sterili e contenuti in contenitori monouso. La criticità di queste sostanze era stata messa in luce già nel 2016 dall’UE che aveva sottolineato la mancanza di leggi nazionali adeguate in questo campo e maggiori controlli sulle sostanze utilizzate. Una buona norma, sicuramente, è quella di farsi tatuare in centri specializzati dove vengono utilizzati pigmenti approvati dalle autorità sanitarie e rispettate norme igieniche che altrimenti potrebbero essere la causa di infezioni e problematiche anche molto serie.