In un’epoca in cui la sanità italiana spesso balza agli onori della cronaca per casi presunti o reali di malasanità, le alte specialità presenti nel nostro Paese dimostrano che le tecnologie utilizzate, i risultati ottenuti ed il benessere garantito a pazienti affetti da patologie gravi sono di altissimo livello. A Massa, al centro “G. Pasquinucci”, che collabora con il CNR di Pisa, si eseguono ogni anno intorno ai 1.400 interventi cardiochirurgici (1.100 adulti e 300 pediatrici). È una realtà di alta specializzazione, a cui ogni anno afferiscono pazienti provenienti dalla Toscana e non.

Negli ultimi mesi il Centro è balzato agli onori della cronaca per essere diventato il primo al mondo per numero di bioprotesi aortiche sutureless impiantate. In questa intervista Marco Solinas, Direttore della UOC di Cardiochirurgia, ci ha raccontato di questo grande risultato e non solo.

La malattia della valvola aortica rappresenta una delle principali patologie cardiache. Di cosa si tratta e come viene trattata, soprattutto alla luce della vostra esperienza come centro di riferimento per la cardiochirurgia mininvasiva?

La stenosi aortica è una patologia valvolare molto comune nei Paesi Occidentali, la più frequente in Italia: la fascia di età a rischio è compresa tra i 60 e gli 80 anni. Se non adeguatamente trattata, l’evoluzione della malattia è causa di morte nel 50% degli individui a distanza di 3 anni dall’inizio dei sintomi. Nel nostro Centro ogni anno vengono trattati centinaia di pazienti affetti da questa patologia.

Il 98% degli interventi che riguardano le valvole cardiache viene eseguito a Massa con approccio mininvasivo. Numerosi studi, eseguiti anche presso il nostro Centro, hanno dimostrato che il trattamento mininvasivo, oltre a dare risultati in termini estetici, riduce i giorni di degenza in ospedale, riduce la necessità di trasfusioni di sangue subito dopo l’intervento, riduce la mortalità postoperatoria e accelera la ripresa del paziente alle normali attività.

Periodicamente colleghi provenienti da tutto il mondo vengono qui a Massa a visionare le tecniche da noi utilizzate per eseguire questa tipologia di intervento.

La cardiochirurgia immaginiamo abbia avuto un'evoluzione negli anni anche in termini tecnologici. Questo è accaduto anche per il trattamento della malattia valvolare aortica?

Il trattamento della valvulopatia aortica oggi si avvale di tecnologie molto avanzate che garantiscono un ampio ventaglio di opzioni per pazienti anche ad elevato rischio chirurgico. Tra le varie opzioni tecnologiche da qualche anno sta prendendo sempre più campo la tecnologia sutureless, ossia la possibilità di avere protesi aortiche impiantabili chirurgicamente senza punti di sutura.

Dal 2011 al 2019 sono state da noi impiantate poco più di mille bioprotesi aortiche sutureless Perceval, diventando Massa il centro con la più numerosa casistica al mondo.

Ecco Direttore ci spieghi i vantaggi di questa nuova tecnologia.

Un tempo l’intervento di sostituzione valvolare aortica era gravato da una alta mortalità e un lento recupero delle attività quotidiane del paziente. Oggi grazie all’evoluzione in tutti i campi, da quello infermieristico a quello anestesiologico e cardiologico, per finire a quello chirurgico, è stato possibile ridurre considerevolmente la mortalità legata a questo tipo di intervento e migliorare più rapidamente la ripresa del paziente e di conseguenza la sua qualità di vita.

La tecnologia sutureless, ossia la possibilità di impiantare una valvola senza applicare punti di sutura, ha reso questo intervento ancora più rapido e riproducibile e ha consentito di incrementare la quota di pazienti che possono essere operati, senza grosse difficoltà, con approccio mininvasivo. Ridurre i tempi operatori porta a conseguenti vantaggi anche in termini di ripresa dell’attività cardiaca ed in generale delle funzioni di tutti gli organi.

Qual è il segreto dei vostri ottimi risultati?

I nostri ottimi risultati sono frutto di anni di esperienza e della collaborazione dedicata e di alto livello con i colleghi cardiologi, anestesisti, radiologi, infermieri e tecnici.

Oggi più che mai si lavora in Heart Team per garantire le migliori cure possibili ai pazienti.

Il dr. Giovanni Concistrè, cardiochirurgo dell’equipe del dr. Solinas, ci spiega i risultati di uno studio riguardante le bioprotesi sutureless eseguite a Massa e recentemente pubblicato su una rivista scientifica americana.

Il nostro studio ha preso in esame una categoria di pazienti che giungeva all’intervento con una ridotta funzione del ventricolo sinistro. Si tratta di pazienti che hanno una più lenta ripresa dopo l’intervento chirurgico. Noi abbiamo analizzato 52 pazienti con disfunzione ventricolare operati di sostituzione valvolare aortica con impianto di bioprotesi sutureless.

Ebbene i risultati hanno dimostrato una rapida ripresa della funzione ventricolare ed una conseguente minore degenza in ospedale e una più rapida ripresa delle normali attività.

Questo dimostra la bontà e l’eccellenza della cardiochirurgia in Italia, che non ha nulla da invidiare ai più grossi centri in Europa e al mondo.

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