"Non siamo ancora fuori da questa vicenda, una seconda ondata in autunno non è certa ma è possibile e dobbiamo tenerci pronti", questa è la linea di pensiero espressa a Radio 24 da Roberto Speranza. Le parole del ministro della Salute arrivano in seguito all'ultimo Consiglio dei ministri dove è stata vagliata l'idea di una proroga dello stato di emergenza per Coronavirus attualmente in vigore.

Coronavirus nel mondo e in Italia

L'ipotesi comincia a maturare anche alla luce dei nuovi picchi di contagi verificatisi in Brasile, Usa, India. Stando ai dati forniti su base giornaliera dal New York Times, infatti, i nuovi contagi quotidiani negli Usa non scendono sotto quota 50.000 ormai dal 7 luglio mentre in Brasile, seppur con oscillazioni dovute al mutevole numero di test condotti ogni giorno, si è arrivati, secondo fonti di governo, agli oltre 67.000 nuovi infetti del 22 luglio.

In Italia il numero di casi positivi, nel resoconto quotidiano fornito dalle autorità del 22 luglio 2020, ha visto registrare 282 nuovi contagi rispetto ai 129 del giorno prima, mentre il 23 luglio c'è stato un incremento di 306 casi.

In particolare si sono registrati nuovi casi anche in Francia, Catalogna e Paesi Bassi, che negli ultimi giorni hanno visto le proprie stime sui nuovi contagi oscillare fra i 2.600 e i 500 in più ogni giorno stando alle stime fornite da agenzie interne.

La proroga annunciata da Speranza dovrebbe allungare il periodo di emergenza fino al prossimo 31 ottobre e dovrebbe essere presentata dal premier Conte in parlamento per essere discussa ed eventualmente approvata dopo un confronto fra le parti.

'Sono necessari almeno 20 miliardi' la richiesta del ministro per scongiurare la ricaduta

"Negli ultimi cinque mesi - dice Speranza a Radio 24 - sono stati investiti nel Ssn più fondi che negli ultimi cinque anni, sono necessari almeno 20 miliardi, va bene anche il Mes o qualunque altro strumento, non bisogna avere pregiudizi verso alcuna forma di finanziamento, l'importante è avere le risorse necessarie".

Ci sarebbe bisogno, quindi, di almeno altri 20 miliardi di euro per prepararsi correttamente alla possibile nuova impennata autunnale del Coronavirus, con fondi che "saranno investiti in vari ambiti, a partire dalla medicina del territorio", ha poi concluso.

I mezzi e gli strumenti per arrivare a nuovi fondi e risorse da destinare al Sistema sanitario nazionale sono, a detta del ministro, numerosi e vanno dal Mes al Recovery Fund europeo. In merito ai finanziamenti richiesti dal ministro Speranza è già in corso la stesura di un piano d'azione che sarà quanto prima presentato in parlamento.

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