Dopo il parere positivo del Cts dell'AIFA, a conferma dell'efficacia del vaccino anti-Covid AstraZeneca superiore rispetto a quella stimata precedentemente ("sulla base di nuove evidenze scientifiche"), è stata pubblicata la circolare del Ministero della Salute che ne innalza l'età di somministrazione da 55 a 65 anni. Per cui è raccomandabile l'utilizzo del vaccino AstraZeneca in un'età compresa tra i 18 e i 65 anni, compresi "i soggetti con condizioni che possono aumentare il rischio di sviluppare forme severe di Covid-19", ma esclusi i "soggetti estremamente vulnerabili", ossia coloro con danni agli organi preesistenti o con una risposta immunitaria compromessa.

Interessanti sono anche i dati riguardanti le dosi di vaccino già somministrate e quelli sulla loro l'efficacia secondo un'indagine svolta in Scozia sull'intera popolazione reale che ha già ricevuto la prima dose del vaccino anti-Covid.

Le dosi di vaccino somministrate

I vaccini anti-Covid somministrati finora in Italia sono stati 3.608.645 e rappresentano il 76,9% delle 4.692.460 di dosi totali (tra Pfizer/BioNTech, AstraZeneca e Moderna) consegnate finora al nostro Paese, per un totale di 1.336.126 persone vaccinate (che hanno ricevuto entrambe le dosi del vaccino). Nello specifico, hanno ricevuto più dosi di vaccino i residenti in Lombardia, Lazio ed Emilia Romagna. Questi, i dati aggiornati alle ore 9 di oggi, 23 febbraio.

I dati sulla popolazione scozzese

Un'indagine condotta sull'intera popolazione residente in Scozia ha dimostrato l'efficacia dei vaccini di AstraZeneca e Pfizer, anche solo dopo la prima dose, nel bloccare la trasmissione del virus; efficacia, si specifica, elevatissima in tutte le fasce d'età. Puntualizziamo che si tratta di uno studio condotto non su un campione più o meno numeroso di soggetti, ma sull'intera popolazione reale scozzese (per un totale di 5,4 milioni di abitanti) che ha già ricevuto almeno la prima dose del vaccino tra l'8 dicembre 2020 e il 15 febbraio 2021.

Entrambi i vaccini si sono rivelati altissimamente efficaci nel prevenire l'ospedalizzazione da Covid a cinque settimane dalla prima dose, anche tra gli over 80 esaminati (il cui 50% presentava, a causa dell'età, anche altre malattie).

Nello specifico, il vaccino AstraZeneca, la cui efficacia è stata ultimamente oggetto di innumerevoli discussioni, secondo questi studi avrebbe risultati identici sulle persone giovani e su quelle anziane.

Il fatto che l'efficacia sia altissima perfino con una sola dose ha spinto anche il Regno Unito, inizialmente propensa a somministrare la seconda dose del vaccino in un arco temporale di due-tre settimane dopo la prima, a posticipare il più possibile la seconda dose in modo da immunizzare una percentuale maggiore di popolazione. In Italia, invece, l'AIFA ritiene ideale la somministrazione della seconda dose di AstraZeneca a una distanza di almeno 63 giorni.

Si tratta di risultati definiti "spettacolari" e "molto incoraggianti" che ci fanno ben sperare, nonostante le recenti varianti: sarà la volta buona per poter finalmente sconfiggere la Covid-19 a un anno dalla sua comparsa sul pianeta?