Un recente rapporto ha messo in luce una situazione demografica critica per la professione medica in Molise. Oltre la metà dei medici attivi nell'assistenza sanitaria nella regione, precisamente il 50,9%, ha un'età pari o superiore ai 60 anni. Questo dato allarmante emerge dall'indagine conoscitiva sull'attuazione dei livelli essenziali di assistenza (LEA) e sull'erogazione delle prestazioni sanitarie nelle regioni, presentata alla 12ª Commissione permanente Affari sociali della Camera.

Il quadro regionale si inserisce in un contesto nazionale dove l'invecchiamento della professione rappresenta una delle principali criticità del sistema sanitario.

A livello italiano, l'età media dei medici è di 54 anni. Tuttavia, si registrano differenze significative tra le diverse aree geografiche: la Provincia autonoma di Bolzano presenta un'età media di 50 anni per i suoi medici, mentre in Calabria questa sale a 57 anni. La percentuale molisana, che vede un medico su due superare i sessant'anni, evidenzia una situazione particolarmente pressante e un'urgenza di intervento per il ricambio generazionale.

La sfida dell'invecchiamento professionale in Italia

L'analisi dettagliata conferma che l'invecchiamento della professione medica è un fenomeno diffuso su tutto il territorio nazionale. L'età media complessiva di 54 anni maschera, come detto, marcate disparità regionali.

Se da un lato Bolzano si distingue per un corpo medico più giovane, dall'altro la Calabria e, in misura ancora più accentuata, il Molise, si trovano ad affrontare una realtà dove una quota significativa di professionisti si avvicina o ha già superato l'età pensionabile. Questa tendenza solleva interrogativi sulla sostenibilità futura dell'assistenza sanitaria e sulla capacità di garantire una copertura adeguata dei servizi.

La necessità di un'azione mirata per favorire l'ingresso di nuove leve nella professione è quindi impellente, soprattutto in regioni come il Molise, dove il 50,9% dei medici ha già compiuto o superato i 60 anni. Tale scenario richiede strategie concrete per assicurare la continuità e la qualità delle prestazioni sanitarie.

Molise: un bando per i futuri medici di medicina generale

Per rispondere a questa sfida demografica e promuovere il ricambio generazionale, la Giunta della Regione Molise ha approvato un bando di concorso per l'ammissione al corso triennale di formazione specifica in Medicina generale. Il corso, che coprirà il periodo 2026-2029, prevede dodici posti disponibili, un numero stabilito dalla Commissione Salute della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, a testimonianza di un fabbisogno riconosciuto a livello interregionale.

L'iniziativa regionale mira a formare nuovi professionisti essenziali per il Servizio sanitario nazionale. Possono partecipare al concorso i laureati in Medicina e Chirurgia che siano in possesso dell'abilitazione all'esercizio della professione in Italia e che risultino iscritti all'albo dei medici chirurghi presso un Ordine provinciale.

Il bando è aperto a una platea ampia di candidati, inclusi cittadini italiani, cittadini di uno Stato membro dell'Unione europea e cittadini non comunitari che soddisfino i requisiti previsti dall'articolo 38 del decreto legislativo 165/2001.

Il percorso formativo, della durata di tre anni, è obbligatorio per chi intende esercitare la professione di medico di medicina generale nel Servizio sanitario nazionale. Il programma prevede un'alternanza di attività teoriche e pratiche, tutte svolte sul territorio regionale, garantendo così una formazione completa e radicata nelle specificità del contesto locale. L'approvazione di questo bando rappresenta un passo fondamentale per affrontare l'invecchiamento del personale medico e assicurare un futuro sostenibile all'assistenza sanitaria in Molise.