Presso l'Azienda Ospedale Università Padova è stato eseguito un intervento di exenteratio pelvica totale robotica, una delle procedure più complesse in chirurgia oncologica. L'operazione è stata resa possibile da una collaborazione multidisciplinare tra le équipe di Chirurgia Generale 3 (diretta da Gaya Spolverato), Urologia (guidata da Fabrizio Dal Moro) e Chirurgia Plastica e Ricostruttiva (di Franco Bassetto).
Vantaggi della chirurgia robotica nell'exenteratio pelvica
L'exenteratio pelvica, o eviscerazione pelvica, è una procedura ultraradicale che prevede la rimozione in blocco degli organi pelvici colpiti da tumori avanzati o recidive.
La chirurgia robotica riduce i tempi di degenza e il rischio di infezioni. Il paziente operato a Padova è sopravvissuto ed è stato dimesso in tempi significativamente più rapidi rispetto alla chirurgia tradizionale.
Il successo dell'intervento è frutto del lavoro congiunto di decine di professionisti: chirurghi, infermieri di sala operatoria, anestesisti e operatori socio-sanitari. Un team multidisciplinare e multireparto essenziale per la sinergia tra specializzazioni.
Modelli biomimetici: innovazione per la chirurgia urologica
L'Università di Padova è impegnata nello sviluppo di progetti innovativi in chirurgia robotica. Il Dipartimento DiSCOG ha avviato una collaborazione scientifica con il Centre Hospitalier Universitaire e l’Université de Bordeaux per creare modelli tridimensionali biomimetici destinati alla chirurgia robotica urologica.
Questi modelli, sviluppati da immagini TC anonimizzate di pazienti reali, ricostruiscono fedelmente l'anatomia renale e le lesioni tumorali. Essi permettono una simulazione realistica delle procedure, cruciale per la pianificazione preoperatoria e la formazione dei chirurghi.
Fabrizio Dal Moro, direttore della Clinica Urologica di Padova, ha evidenziato l'importanza di queste attività: «Nelle nostre sale operatorie è stato recentemente eseguito con successo un intervento di nefrectomia parziale robot‑assistita su un modello tridimensionale in silicone di rene contenente una neoplasia». Questa collaborazione internazionale mira a migliorare la preparazione degli specialisti e la qualità delle cure ai pazienti.