La Giunta regionale dell’Umbria ha approvato il 20 luglio il nuovo Piano regionale per la non autosufficienza (Prina) 2025‑2027, un documento strategico fondamentale per la disciplina degli interventi e delle risorse destinate alle persone con disabilità non autosufficienti e alle persone anziane non autosufficienti. Questo importante provvedimento, che mira a rafforzare il supporto e l'assistenza sul territorio della Regione Umbria, è stato presentato in dettaglio durante una conferenza stampa, in attesa del suo passaggio per l'approvazione finale in Assemblea legislativa.
Finanziamenti e ripartizione delle risorse
Il nuovo Piano regionale assegna alla Regione Umbria un totale di 55.974.635 euro per il triennio 2025-2027, segnando un significativo incremento di 11.142.635 euro rispetto alla programmazione precedente. Questo aumento delle risorse è stato reso possibile grazie a una revisione dei criteri di riparto del Fondo nazionale, che ora include nel calcolo il numero di indennità di accompagnamento erogate in ogni Regione. La distribuzione dei fondi è stata pensata per essere equilibrata tra le due principali categorie di beneficiari: 25.455.510 euro sono specificamente destinati alle persone con disabilità, mentre 26.679.125 euro sono allocati per le persone anziane non autosufficienti.
Di questi ultimi, 14.299.125 euro sono riconducibili ai Livelli essenziali delle prestazioni sociali (Leps), dedicati in particolare agli over 70.
Un approccio partecipativo per un sistema integrato
Adottato in linea con il Piano nazionale per la non autosufficienza 2025‑2027, il Prina segna una fase di profonda transizione. Per la prima volta, i percorsi di programmazione dedicati alle persone con disabilità vengono distinti da quelli riservati alle persone anziane, pur mantenendo un quadro programmatorio e percorsi sociosanitari integrati e unitari. La presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, ha evidenziato come il Piano sia “il frutto di un ampio percorso partecipativo”. Daniela Donetti, direttrice della direzione regionale Salute, ha ribadito che si tratta di “uno strumento strategico di programmazione costruito con un metodo partecipativo”.
Questo approccio ha coinvolto un Coordinamento regionale esteso, che include la direzione salute e welfare, le aziende Usl, i Comuni capofila delle Zone sociali, Anci Umbria, le organizzazioni sindacali, gli enti del Terzo settore, le associazioni delle persone con disabilità e degli anziani, i caregiver familiari, l'Osservatorio regionale sulla disabilità e il Garante regionale per i diritti delle persone con disabilità.
Tra le iniziative chiave del Piano, la misura “Cura e autonomia per Tutti” è stata rilanciata e ridenominata, rappresentando la storica assistenza indiretta con un investimento complessivo fortemente ampliato. Per il triennio 2026‑2028, sono previsti 8 milioni di euro dal Programma regionale Fse+ 2021‑2027, ai quali si aggiungono 4 milioni annui destinati ai distretti Usl (il doppio rispetto al ciclo precedente), ulteriori 2 milioni annui in fase di assestamento di bilancio e 2 milioni annui per le Zone sociali a sostegno della domiciliarità.
Questa misura è destinata a impattare positivamente su 2.750 persone con disabilità. Per i “Progetti di Vita Indipendente”, la Regione Umbria integra un finanziamento ministeriale di 720.000 euro con ulteriori 7.217.852 euro a valere sul Programma Regionale FSE+, confermando l’impegno verso l’autonomia e la deistituzionalizzazione. Si stima un impatto su 1.844 persone con disabilità. Il Piano prevede inoltre il continuo potenziamento dei Punti unici di accesso (Pua) e delle Unità di valutazione multidimensionale (Uvm), in sinergia con gli Accordi di programma tra aziende Usl e Zone sociali, essenziali per una governance integrata degli interventi finanziati dal Fondo per le non autosufficienze.
Contesto nazionale: il Piano di riferimento
Il Piano regionale per la non autosufficienza della Regione Umbria si colloca all'interno del più ampio Piano nazionale per la non autosufficienza 2025‑2027. Quest'ultimo costituisce il quadro di riferimento essenziale per la programmazione e il finanziamento di tutti gli interventi a favore delle persone non autosufficienti su scala nazionale. Adottato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, il Piano nazionale stabilisce le linee guida fondamentali, i criteri per la ripartizione delle risorse e gli obiettivi strategici volti a garantire livelli essenziali di assistenza e a promuovere concretamente l'autonomia delle persone con disabilità e degli anziani non autosufficienti in tutta Italia.