Il dibattito sulla sanità lucana si infiamma con l'intervento di Piero Lacorazza, capogruppo del Partito Democratico nel Consiglio regionale della Basilicata. Da Potenza, il 3 settembre 2026, Lacorazza ha preso posizione sulle recenti polemiche relative all'introduzione di nuovi ticket sanitari, rivolgendo critiche dirette al governo regionale e, in particolare, all'assessore alla Sanità, Cosimo Latronico.

Il rappresentante dem ha evidenziato una profonda discrasia tra la comunicazione politica e i risultati concreti effettivamente riscontrabili nel sistema sanitario della regione.

La sua posizione è stata sintetizzata in una frase incisiva: “I cittadini lucani non pagano le parole. Pagheranno i ticket.” Questa dichiarazione sottolinea come le decisioni politiche abbiano un impatto diretto e tangibile sulla vita delle persone, ben oltre le mere dichiarazioni.

Lacorazza ha collegato l'introduzione dei ticket a un quadro di criticità preesistenti e ampiamente dibattute a livello regionale. Tra queste, ha menzionato le crescenti rinunce alle cure da parte dei cittadini, l'allarmante fenomeno della mobilità sanitaria passiva, le lunghe liste d'attesa e l'utilizzo di risorse originariamente destinate ad altre finalità per coprire i deficit sanitari.

Le criticità evidenziate nel sistema sanitario

Nel suo intervento, Lacorazza ha fornito dati specifici per supportare le sue argomentazioni. Ha indicato che circa 60 mila lucani sono costretti a rinunciare alle cure necessarie. Ha inoltre sottolineato come la mobilità sanitaria passiva, ovvero la spesa sostenuta dalla Basilicata per permettere ai propri cittadini di curarsi fuori regione, ammonti a circa 130 milioni di euro. Un altro punto critico sollevato riguarda l'impiego di 100 milioni di euro provenienti dalle compensazioni ambientali che, anziché essere investiti per lo sviluppo di imprese e la creazione di posti di lavoro, sono stati dirottati negli ultimi tre anni per sanare i deficit della sanità regionale.

Il capogruppo del Pd ha contestato anche la modalità di presentazione di atti gestionali ordinari, come contratti e prese di servizio di dirigenti medici, che vengono spesso veicolati attraverso post e annunci come se fossero risultati straordinari. Lacorazza ha ribadito che la questione centrale non è il divieto di comunicare o l'uso di espressioni forti nel dibattito politico, bensì il merito delle questioni sanitarie fondamentali: l'efficacia nella gestione delle liste d'attesa, la riduzione della mobilità passiva, la garanzia di accesso alle cure per tutti i cittadini e l'effettiva produzione di risultati dalle risorse impiegate, che, a suo dire, non stanno generando gli effetti annunciati.

La delibera sui ticket e le sue implicazioni

Il fulcro del confronto politico attuale è la delibera di Giunta regionale del 27 agosto 2026. Questo provvedimento introduce una quota di compartecipazione, fissata a 2,50 euro a ricetta, applicabile esclusivamente alla spesa farmaceutica convenzionata. La comunicazione istituzionale regionale ha specificato che l'applicazione effettiva di questa compartecipazione minima per i citt