Il ticket farmaceutico in Basilicata, un contributo di 2,50 euro su ogni ricetta, è al centro di un acceso dibattito. Roberto Cifarelli, consigliere regionale di centrosinistra, ha criticato la misura, spostando il focus dalle polemiche sulle proteste alla decisione politica che le ha generate. Cifarelli ha avvertito del rischio di "discutere delle parole e non della decisione", richiamando l'attenzione sulla sostanza. Pur riconoscendo il rispetto dovuto all’assessore Latronico, il consigliere ha contestato la scelta della Giunta. Critica l'introduzione del ticket senza confronto preventivo con parti sociali e Consiglio regionale.

Ha chiesto chiarimenti su costi e durata, contestando che lo sforamento della spesa farmaceutica gravi sui cittadini lucani.

Richiesta di ritiro della delibera e confronto in Aula

Cifarelli e il centrosinistra chiedono il ritiro della delibera e la convocazione di un Consiglio regionale straordinario. L'obiettivo è un confronto in Aula, con Bardi e Latronico che presentino i dati e "rispondano nel merito". La richiesta, formalmente depositata, verte sull'introduzione della "quota di compartecipazione". La delibera contestata, del 27 agosto, stabilisce il nuovo ticket. L'opposizione chiede il ritiro dell'atto e un dibattito prima dell'entrata in vigore il 1° ottobre.

L'opposizione unita e le motivazioni della Giunta

Otto consiglieri di opposizione, tra cui Araneo e Verri (M5S), Bochicchio (AVS-PSI-Basilicata Possibile), Chiorazzo e Vizziello (Basilicata Casa Comune), Cifarelli (Gruppo Misto), Lacorazza (PD) e Marrese (Basilicata Democratica), hanno richiesto la convocazione straordinaria.

L'assessore alla Salute Cosimo Latronico ha giustificato il ticket con la necessità di contenere la spesa sanitaria regionale e di evitare ulteriori sforamenti di bilancio. La misura, operativa dal 1° ottobre, prevede comunque esenzioni per le fasce più fragili, per mitigarne l'impatto.