Il campionato di Serie A volge ormai al termine, con le ultime quattro partite che sanciranno i verdetti finali; se la lotta per le qualificazione alle coppe europee e quella per non retrocedere sono ancora in bilico, tutto è già deciso per quel che riguarda l'assegnazione del titolo di campione, con la Juventus che attende soltanto l'aritmetica per dare il là al secondo titolo iridato consecutivo.
Ironia della sorte, lo scudetto potrebbe arrivare il 5 maggio prossimo, quando i bianconeri saranno impegnati nella gara casalinga contro il Palermo; basterà 1 punto per laurearsi matematicamente campione d'Italia, e di certo le 7 vittorie consecutive collezionate dalla compagine di Conte paiono un sigillo di garanzia più che importante nonostante il Palermo volitivo e grintoso di quest'ultima parte di stagione.
Dovesse giungere lo scudetto contro i rosanero la Juventus centrerebbe un duplice obiettivo, perché oltre alla gioia per il tricolore potrebbe aggiungersi quella per la data di conquista, quel 5 maggio che nella mente di ogni juventino, interista e semplice appassionato di calcio non può non rievocare una delle giornate più incredibili che la storia del nostro campionato abbia mai consegnato ai posteri.
E' il 5 maggio del 2002 e la Juventus, seconda in classifica ad 1 punto dall'Inter, si appresta a chiudere il proprio torneo in casa dell'Udinese; la speranza di aggiudicarsi il titolo è appesa ad un filo, con la capolista Inter contemporaneamente impegnata sul campo di una Lazio già salva e paga.
Per di più tutto l'Olimpico è dalla parte dei nerazzurri, con il pubblico laziale intimorito dal possibile doppio sorpasso che potrebbe lanciare gli odiati cugini della Roma (terzi in classifica ad un solo punto dai bianconeri e a due dagli uomini dell'allora allenatore Cùper) a scavalcare sia Inter che Juventus al fotofinish.
Pronti, via e in dieci muniti la Juventus chiude la pratica Udinese, con due reti fulminee siglate da Trezeguet prima e Del Piero poi; l'attenzione si sposta tutta sull'Olimpico dove al termine di un rocambolesco primo tempo l'Inter chiude sul 2 a 2 dopo aver condotto in vantaggio quasi tutta la frazione (decisivo per il 2 a 2 di Poborsky, centrocampista laziale, lo svarione del terzino sinistro dell'Inter Gresko).
L'ambiente bianconero va al riposo confortato ma nessuno avrebbe potuto immaginare che nella ripresa l'Inter si sarebbe sciolta, con la reti biancocelesti di Simeone (ex nerazzurro) e Simone Inzaghi a fissare il punteggio dell'Olimpico sul 4-2 per la Lazio.
Al fischio finale il "Friuli" di Udine diventa una bolgia, con staff tecnico e giocatori letteralmente soffocati dall'affetto e dalle scene di esultanza di migliaia di tifosi che invadono il terreno di gioco incapaci di contenere l'euforia del momento. L'eco della vittoria della Juventus e di quel 5 maggio non si è ancora esaurito e probabilmente mai si esaurirà; domenica prossima la favola potrebbe ripetersi.