Non comincia nel migliore dei modi la stagione dell'Inter: la prima amichevole, quella contro la Rappresentativa Trentino, viene vinta dalla squadra di Mazzarri solo per 3-0. A pesare, oltre alle gambe cariche del super-lavoro imposto dal tecnico, è soprattutto il punto di vista psicologico visto che la gara sarebbe potuta finire 5-0 se Belfodil non avesse sbagliato ben 2 rigori.

Anche se la truppa ha cominciato a lavorare con Mazzarri da poco più di una settimana, la mano del tecnico si vede solo nel modulo ma non nel gioco: per adesso l'Inter somiglia ancora maledettamente alla squadra vista lo scorso anno, senza idee e con poco gioco, in cui l'unico ad accendere la luce è come sempre Rodrigo Palacio.

E non è un caso che il gol che sblocca la partita sia il suo.

Questa la formazione iniziale: Handanovic; Andreolli, Ranocchia, Juan Jesus; Jonathan, Guarin, Cambiasso, Kuzmanovic, Nagatomo; Palacio, Icardi. Per 9/11 si tratta della formazione titolare visto che mancherebbero solo l'esterno di destra (probabilmente Isla) e Kovacic. Le gambe sono comunque pesanti e le poche occasioni create provengono dai centrocampisti. Buoni i movimenti di tutti i tre centrali con Guarin e Kuzmanovic che si inseriscono bene e Cambiasso che colpisce un palo. La difficoltà maggiore è però a bucare la difesa avversaria (ed infatti il primo tempo si chiude sullo 0-0), una situazione in cui l'Inter si troverà a convivere spesso nel prossimo campionato.

La ripresa è più semplice, probabilmente perché Belfodil sembra muoversi meglio di Icardi nel ruolo di prima punta. Questa la formazione del secondo tempo: Carrizo; Campagnaro, Samuel, Chivu; Mbaye, Alvarez, Olsen, Capello, Obi; Palacio (Mira), Belfodil. L'ex Parma crea tanto ma spreca ancora di più: i suoi movimenti permettono a Palacio di inserirsi meglio, ma ci vuole un calcio d'angolo dopo un'ora di gioco per sbloccare la partita. Il raddoppio arriva grazie al giovane Capello ed il tris arriva dai piedi di Alvarez, ma soprattutto c'è il tempo per Belfodil per sbagliare due rigori: il primo calciato debolmente che finisce docile tra le braccia del portiere, il secondo direttamente sul palo. C'è ancora molto lavoro da fare, soprattutto psicologico, ma probabilmente Mazzarri è l'uomo giusto per realizzarlo.