L'Nba è arrivata al primo mese di regular season ed è tempo di tracciare un primo bilancio dei quattro cestisti italiani impegnati nel massimo campionato americano di pallacanestro.

Iniziamo dalle dolenti note. Danilo Gallinari, protagonista di un'ottima stagione coi Denver Nuggets nel campionato 2012/2013 fino all'infortunio di aprile al ginocchio sinistro, è ancora fermo ai box. La data del rientro è ancora incerta ma sembra più probabile poterlo rivedere in campo nel 2014 piuttosto che nelle prossime settimane di dicembre.

Parlando di basket giocato, non va molto meglio per Gigi Datome.

L'ala della nazionale italiana, scelta in estate dai Detroit Pistons, di certo non pensava di assistere come spettatore alle partite della sua squadra. Il suo minutaggio infatti è limitato al cosiddetto garbage time e viaggia a 2.9 punti e 0.9 rimbalzi a partita. Detroit, non indicata dai pronostici come una della squadre da playoff, ha avuto un inizio di stagione molto incoraggiante, con l'esplosione del giovane centro Drummond, i punti di Jennings e la regia di Stuckey. L'ex giocatore della Virtus Roma dovrà quindi lavorare duro, avere pazienza e farsi trovare pronto durante la massacrante stagione Nba.

Andrea Bargnani, protagonista di stagioni in chiaroscuro con la maglia dei Toronto Raptors, quest'anno è approdato a New York.

Accolto con una certa freddezza nella Grande Mela, sta ritrovando la confidenza giusta per ben figurare in Nba. Il "Mago" viaggia a 15.3 punti e 5.4 rimbalzi a gara, è migliorato a rimbalzo e in difesa ed è ben presto diventato il secondo terminale della squadra. Peccato che New York sia in crisi profonda (3-13), sempre più contestata dai suoi stessi tifosi e per il momento lontana dai playoff; ma dopo le critiche ricevute a Toronto non si può dire che Bargnani abbia colpe particolari per il brutto avvio stagionale dei Knicks.

Ben altra situazione sta vivendo Belinelli a S Antonio. Approdato in Texas da Chicago, dove ha giocato molto bene in una squadra orfana di Rose, quest'anno sta vivendo la sua miglior stagione da pro.

Viaggia a 9.4 punti, 2.8 rimbalzi e 2 assist a partita in una squadra da titolo, ha un buon minutaggio nonostante la grande concorrenza e soprattutto ha la grande stima di coach Popovich: San Antonio è l'unica squadra in Nba con un gioco ben organizzato e la duttilità di Belinelli può servire molto alla causa dei texani. Beli infatti può giocare da play, guardia e ala piccola, è un ottimo difensore e attualmente il miglior tiratore da 3 dell'intera Lega con il 56.3 %. Molto probabilmente, vista la concorrenza, non lo vedremo giocare nella partita delle stelle dell'All Star Game di febbraio, ma sicuramente può ambire a un posto per la gara da 3 punti. Ma forse quello che conta di più è immaginare un italiano che lotta per l'anello di campione Nba: questo di certo non può che far sognare i tifosi italiani.