La finale dell'ottava edizione della Coppa del mondo di rugby si è conclusa con la roboante vittoria per 34 a 17 della Nuova Zelanda ai danni dei canguri australiani. Il punteggio ha rispecchiato alla perfezione quanto avvenuto sul terreno di gioco, dimostrando l'efficacia e la potenza dei neo-campioni del mondo e l'impossibilità per qualsiasi avversario di fermarli. Questo è il secondo successo consecutivo e il terzo assoluto nella storia per gli All-Blacks che ora sono soli al primo posto nella classifica dell'albo d'oro della manifestazione.

Secondo tempo equilibrato

Dopo un primo tempo dove non c'è stata partita, in cui la Nuova Zelanda ha imposto la propria superiorità tecnica e territoriale, i secondi 40 minuti hanno visto un buon tentativo di reazione degli australiani. Ma la frazione comincia così come si era conclusa la prima: meta neozelandese al 42' con Nonu. Poi il punto di svolta del match: al 52' Smith (NZ) viene ammonito: da lì in poi i Wallabiesrialzano la testa, portando il risultato sul 21-17 con le mete di Pocock e Kuidrani e i piazzati realizzati da Foley.

Dal 70' in poi, però la Nuova Zelanda stringe i denti e tiene con lucidità riprendendosi il pallino del gioco e affossando l'avversaria con un drop e una punizione di un inenarrabile Carter, che andrà anche a siglare il piazzato dopo la meta di Barret. Alla fine è 34-17. Vittoria strepitosa, meritata, ma onore agli avversari che ce l'hanno messa tutta.

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