Il problema delle moto nelle gare ciclistiche sta diventando sempre più grave e i tragici fatti degli ultimi mesi non possono che confermarlo. Non si può certo dimenticare la tragica morte di Antoine Demoitié, corridore della Wanty-Groupe Gobert, vittima di un tragico incidente causato da una moto alla Gent-Wevelgem. Mentre è di pochi giorni fa il tragico incidente durante la terza tappa del giro del belgio, dove due moto hanno causato una terribile caduta in gruppo. Le conseguenze sono state molti gravi anche qui e Stig Broeckx della Lotto-Soudal è tutt’ora ricoverato in ospedale in gravi condizioni.

Troppe moto in corsa

Questi incidenti sono tutti avvenuti in Belgio e non si tratta di una sfortunata coincidenza, infatti le regole della federazione belga permettono a chiunque di acquistare una licenza per poter seguire la gara in moto. Questo fa sì che persone senza l’adeguata preparazione si ritrovano in corsa in situazioni che spesso non sono preparati a gestire. Tutto ciò crea una incredibile confusione e la presenza di un numero eccessivo di moto, che oltre a fotografi e mezzi logistici, si riempie di altri soggetti non meglio precisati. Un problema che sta diventando ormai insostenibile e per questo gli organizzatori stanno cercano soluzioni immediate.

Semafori in gara

L’ultima idea in tal senso arriva dagli organizzatori della Heistse Pij, che hanno deciso di testare un nuovo sistema basato sull’introduzione di semafori per regolare il flusso delle moto. In particolare, sono stati posizionati dei cartelli segnaletici lungo il percorso, un segno rosso indica un tratto di strada pericoloso, in cui non si può superare il gruppo, un segno verde indica invece un tratto in cui si può superare il gruppo.

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Questo sistema cerca ovviamente di limitare il più possibile le manovre di superamento del gruppo, andando così a ridurre il rischio di incidenti. Certamente non si tratta di una soluzione definitiva, ma speriamo che questo sia il primo passo per risolvere questo insostenibile problema.

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