Bisogna andare alla ricerca di nuovi aggettivi, per lui sono stati sprecati quasi tutti e, forse, sarebbe il caso di coniarne qualcuno ad hoc. Usain Bolt vince ancora, non che ci fossero molti dubbi, ed alla medaglia d'oro sui 100 metri aggiunge il nuovo titolo olimpico sui 200. Era accaduto anche a Pechino 2008 e Londra 2012, tre "doppiette" consecutive sulle distanze più veloci: se non c'era mai riuscito nessun atleta nella pluricentenaria storia olimpica ci sarà un motivo.

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Contando anche quelle ottenute con i compagni di squadra dell'impareggiabile rappresentativa giamaicana nella staffetta 4X100 fanno un totale di 8 ori, Bolt sta già accarezzando la nona nella citata staffetta la cui finale a Rio deve ancora disputarsi. Soltanto due miti come il mezzonfondista finlandese Paavo Nurmi ed il "figlio del vento", Carl Lewis, hanno vinto 9 titoli olimpici nella storia dell'atletica e scusate se è poco.

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Una voragine tra Bolt e gli avversari

L'atteso duello con Justin Gatlin che aveva caratterizzato i 100 metri non è andato in scena, lo statunitense infatti non era riuscito a qualificarsi per la finale. Il rivale più accreditato di Bolt sembra il canadese Andre De Grasse, già bronzo sulla distanza più veloce, che nel penultimo atto si era classificato secondo in scia al fenomeno giamaicano con il tempo di 19"80 contro il 19"72 del vincitore.

Il protagonista più atteso ha dichiarato di ambire al nuovo record del mondo che già gli appartiene e parte fortissimo, presentandosi in testa dopo la curva. Nel rettilineo fa il vuoto, scavando una voragine tra lui e gli avversari. Alla fine taglia il traguardo in 19"78, lo stesso tempo della semifinale che rappresenta il suo primato stagionale: il 19"19 realizzato a Berlino nel 2009 è lontano e, probabilmente, non è più nelle sue gambe ma alla fine poco importa.

Alle sue spalle, con il tempo di 20"02, arriva Andre De Grasse che così vince la seconda medaglia olimpica, terzo il francese Christophe Lemaitre in 20"12 che precede di un nulla il britannico Adam Gemili. Il primo statunitense, Lashawn Merritt, è soltanto sesto. A fine gara Usain Bolt si lascia andare ai suoi consueti siparietti che lo hanno reso celebre tanto quanto le sue fantastiche performances.

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"Voglio uscire da questi Giochi all'altezza di due miti dello sport come Muhammad Alì e Pelé", dichiara ai tanti giornalisti che fanno a gara per le sue parole. Modesto non lo è mai stato ma le Olimpiadi di Rio lo hanno appena consacrato come il più forte velocista di sempre ed i paragoni con la leggenda della boxe ed "O'Rey" del calcio non sono affatto fuori luogo.

USA nettamente primi nel medagliere

L'atletica statunitense si conferma comunque in testa al medagliere e con i trionfi di ieri ha raggiunto quota 9 ori e complessive 25 medaglie.

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Il primo titolo di giornata era stato quello di Kerron Clement sui 400 ostacoli con il tempo di 47"73, davanti al kenyota Boniface Mucheru ed al turco Yasmani Copello. Poi il getto del peso con due atleti a stelle e strisce ai primi due posti: Ryan Crouser ha stabilito il nuovo record olimpico lanciando a 22.52 metri, davanti al connazionale Joe Kovacs. Bronzo al neozelandese Tomas Walsh. Scontata ma ugualmente trionfale la medaglia d'oro nel decatlhon vinta dal primatista del mondo e campione olimpico quattro anni fa a Londra, Ashton Eaton, che con 8.893 punti realizza inoltre il nuovo primato a Cinque Cerchi della specialità. Tra le donne, arriva l'oro di Dalilah Muhammad che corre i 400 ostacoli in 53"13 davanti alla danese Sara Petersen mentre al terzo posto si classifica l'altra statunitense Ashley Spencer. Insomma, a parte il sempre più leggendario Usain Bolt sui 200 metri, è stato un altro "glory day" per gli Stati Uniti. Da segnalare infine, tra i titoli assegnati ieri, quello della croata Sara Kolak nel lancio del giavellotto femminile con la distanza di 66.18 metri. L'argento è andato alla sudafricana Sunette Viljoen, il bronzo alla ceca Barbora Spotakova.

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