Alle 3,51 tutti in piedi allo stadio Maracanà di Rio de Janeiro, si alza anche il segretario generale delle Nazioni unite, Ban Ki Moon. Alla cerimonia d’apertura delle Olimpiadi brasiliane sfila la squadra dei Rifugiati, sotto la bandiera del Cio. Sono dieci gli atleti che sognano una medaglia. Due arrivano dalla Siria, altrettanti dal Congo, uno dall’Etiopia, mentre in cinque provengono dal Sudan. Tutti hanno una storia da raccontare, fra disagi e prove ardue. Sono stati selezionati fra oltre quaranta candidati a far parte della rappresentanza.

Non hanno né una casa né una bandiera. La loro partecipazione rappresenta un segnale di speranza per tutti i rifugiati del mondo.

Bach: “Vi accogliamo come un arricchimento”

Alle 4,10 ha preso la parola il presidente del Comitato internazionale olimpico, Thomas Bach, che riferendosi a Rio ha parlato di “città meravigliosa”. Bach ha tenuto a sottolineare: “Nel mondo olimpico siamo tutti uguali e più forti di chi ci vuole dividere”. E parlando della squadra dei Rifugiati, ha detto: “Vi accogliamo come un arricchimento”.