Non c'è due senza tre. L'Olimpia supera anche la superstizione e, alla quarta finale, conquista la Supercoppa per la prima volta nella sua storia. Si tratta del terzo trofeo consecutivo, il quarto dell'era Armani.

L'inizio è di marca milanese con i padroni di casa che impongono subito il proprio ritmo e provano a scappare con un parziale di 7 - 0. La partenza dei campioni d'italia non impressiona gli ospiti che, sotto la guida di Ragland, ricuciono lo strappo e mettono la testa avanti con due triple di Lunen e Obasohan.

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Milano risponde con un altro prepotente 7 - 0 e chiude il quarto in vantaggio 23 - 19. 

Secondo periodo all'insegna dell'agonismo: entrambe le squadre mettono in campo tanta energia senza però trovare il canestro. La tripla del + 13 di Hickman regala a Milano il massimo vantaggio della gara ma un canestro dalla lunga distanza di Green mantiene Avellino in scia. L'allungo decisivo arriva nella ripresa quando i canestri di Simon e Dragic costruiscono un vantaggio di 18 lunghezze che annichilisce la Scandone.

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I ragazzi di coach Sacripanti provano a rimettersi in partita con un altro 7 - 0 ma la precisione di Sanders dalla lunetta ristabilisce le distanze.

Negli ultimi 10 minuti il gioco all'arrembaggio di Avellino riduce lo svantaggio a - 13. L'atletismo di Sanders e Kalnietis riporta Milano a + 19 chiudendo definitivamente il discorso sul 90 - 72. L'Olimpia arricchisce la propria bacheca con un trofeo inedito e si conferma, almeno in Italia, la squadra da battere.

L'Mvp della finale è Simon, autore di una sontuosa partita da 25 punti con 8 assist e 5 su 7 da tre.

Soddisfatto anche Jasmin Repesa che commenta così il risultato finale: "Penso solo a fare i complimenti ai ragazzi per come hanno giocato. Abbiamo vinto un trofeo che ci mancava molto senza sottovalutare il torneo" ha detto il coach: "La difesa e la transizione offensiva mi sono piaciute e in attacco si vedono buone idee.

Siamo al 60%. Gentile? Si è messo a disposizione della squadra senza forzare nulla. Nessuno sa che lui non doveva giocare. Dobbiamo avere più pazienza per il suo rendimento, deve essere più tranquillo".

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