Come in ogni finale di stagione il mondo del ciclismo sta facendo il conto dei corridori che stanno per appendere la bici al fatidico chiodo. Tra gli ultimi annunci di addio spicca quello di Matthew Goss, un corridore che ha vissuto un paio di stagioni con acuti da campione vero per poi sprofondare nell’assoluto anonimato. A trent’anni non ancora compiuti è arrivato già il momento di smettere per il corridore australiano, la cui ultima vittoria risale ad oltre tre anni fa.
Goss, un potenziale da campione
Matthew Goss era passato professionista forte di un palmares strepitoso nelle categorie giovanili.
In Italia lo avevamo visto vincere al Gp Liberazione, e nelle tappe del Giro delle Regioni e del Giro d’Italia dilettanti. Aveva anche vinto il Mondiale di ciclismo su pista nell’inseguimento a squadre e al passaggio tra i professionisti aveva confermato tutto il suo talento. Nei primi anni ha vinto tappe al Tour of Britain, al Giro di Vallonia e la classica Parigi Bruxelles, segnalandosi come velocista in grado di competere anche sui tracciati misti. Queste caratteristiche gli hanno consentito di vincere una tappa del Giro d’Italia a Cava de Tirreni con arrivo in leggera salita e un’altra classica come il Gp di Plouay.
Il culmine della carriera è arrivato nel 2011, ad appena 25 anni, quando Goss ha trionfato nella Milano Sanremo battendo allo sprint Cancellara e Gilbert, e poi ha conquistato l’argento ai Mondiali battuto da Cavendish.
Dal 2012 è passato alla Orica ed è iniziata imprevedibilmente una veloce parabola discendente. Ha vinto ancora una tappa del Giro d’Italia e l’anno successivo una alla Tirreno Adriatico. Ma i risultati sono diventati sempre più sporadici, segno di una mancanza di motivazioni che l’ha portato a sparire completamente dal ciclismo che conta. Dopo due stagioni anonime in MTN e inOne Pro Cycling, Matthew Goss ha così annunciato il suo addio al ciclismo, senza rimpianti: “Posso guardare alla mia carriera ed essere fiero di quanto ho fatto” ha dichiarato l’australiano sul sito della sua squadra.
Hoogerland tra gli altri ritirati
Dal prossimo anno non vedremo più in gruppo neanche Johnny Hoogerland, altro corridore che come Goss ha dimostrato di avere qualche alto e basso di troppo a livello caratteriale.
Nel palmares di Hoogerland spicca un titolo nazionale olandese, ma a farlo ricordare sono soprattutto le sue continue fughe e quell’incredibile volo sul filo spinato dopo essere stato colpito da una macchina durante una tappa del Tour de France 2011.
Altro corridore che ha recentemente annunciato il ritiro è Christian Meier, storico gregario canadese della Orica, con cui corre da cinque anni.
Tra gli altri che hanno già programmatoda tempo l’addio a fine stagione il nome più importante è certamente quello di Fabian Cancellara. Ma lasceranno anche Jean Christophe Peraud, Cameron Meyer, Xavier Zandio, Frank Schleck, Ryder Hesjedal. Curioso invece quello che è successo a Joaquim Rodriguez: lo spagnolo aveva già appeso la bici al chiodo dopo le Olimpiadi, ma la Katusha ha preteso che continuasse fino al termine della stagione.