Si succedono quasi quotidianamente gli annunci di ritiro dei corridori dal mondo del ciclismo professionistico. Per molti si tratta di un ritiro forzato e anticipato, per non aver trovato una squadra con cui correre la nuova stagione. L’ultimo corridore italiano ad annunciare l’addio al ciclismo è stato il 33enne veneto Tiziano Dall’Antonia, non confermato dalla Androni e senza sbocchi per continuare la carriera.

Ciclismo, anche Dall’Antonia e Ratto si fermano

L’elenco dei corridori italiani che non vedremo più in gruppo è già abbastanza lungo e variegato.

Tra coloro che hanno già ufficializzato il termine della carriera ci sono Alessandro Malaguti, Fabio Chinello, Andrea Dal Col, Daniele Ratto e Tiziano Dall’Antonia. Particolarmente amaro è il ritiro di Daniele Ratto, un corridore ancora molto giovane e che era passato al ciclismo professionistico con grandi premesse. Ratto ha corso quest’ultima stagione alla Androni, ottenendo solo qualche piazzamento in gare minori. Il bergamasco non uscirà comunque dal mondo del ciclismo, restando nell’ambiente con il nuovo ruolo di preparatore. Si occuperà invece di abbigliamento tecnico Tiziano Dall’Antonia, anche lui reduce dall’esperienza in Androni. A 33 anni e dopo una buona carriera da gregario, in cui ha accompagnato Ivan Basso nel vittorioso Giro del 2010, per Dall’Antonia il momento dell’addio arriva senz’altro con meno rimpianti.

Malacarne e gli altri che rischiano

La sensazione è però che la lista dei corridori italiani che smettono sia destinata ad allungarsi non di poco. Sono ancora in molti alla ricerca di una squadra e i posti da riempire si stanno esaurendo. Davide Rebellin potrebbe continuare ancora un anno con la CCC, ma ancora non c’è l’ufficialità. Sono senza squadra altri veterani come Franco Pellizotti, Matteo Tosatto, Francesco Chicchi, Mirko Selvaggi e Marco Bandiera. Ma il problema non riguarda solo i corridori ultratrentenni. Tra i nomi più noti ancora a spasso rischia fortemente di chiudere l’attività Davide Malacarne e non ci sono certezze sul futuro di Francesco Manuel Bongiorno.