Il prossimo 25 novembre avrà luogo all'Arena Zagreb, lo stadio coperto situato nella capitale croata, la finale della più importante competizione a squadre del tennis mondiale. Se la contenderanno la Croazia (già vincitrice del trofeo nel 2005, quando, capitanata daNikola Pilić, sconfisse per 3/2 la Slovacchia grazie alle prestazioni diMario Ančić e Ivan Ljubičić, capaci di apportare un punto a testa nei singolari e il decisivo punto del doppio in coppia; faceva parte di quella formazione anche l'idolo di casa Goran Ivanišević, che però non scese mai in campo) e l'Argentina, alla quinta finale della sua storia, che cercherà di sfatare il tabù dell'insalatiera.

Unico grande trofeo sportivo che manca all'appello

L'insalatiera rappresenta per gli argentini qualcosa di più di un semplice obiettivo stagionale: nonostante la squadra si sia già presentata per ben quattro volte all'atto finale (curiosamente, solo una di queste davanti al pubblico amico, nel 2008, quando cadde a sorpresa sotto i colpi di un Fernando Verdasco in stato di grazia), non è mai riuscita a regalare al suo appassionato (e competente) pubblico la gioia di alzare al cielo la coppa, che è l'unico trofeo sportivo importante assente nella bachecaalbiceleste.

I convocati

Oggi, nel tardo pomeriggio di Buenos Aires, il capitano ex-doppista Daniel Orsanic comunicherà ufficialmente la formazione che affronterà la Croazia di Cilic, fresco vincitore dell'ATP 500 di Basilea. Salvo sorprese dell'ultimo minuto, i convocati dovrebbero essere gli stessi che hanno ribaltato il pronostico a Glasgow a metà settembre, battendo i campioni uscenti guidati dai fratelli Murray: Juan Martíin Del Potro, Leonardo Mayer, Federico Delbonis e Guido Pella.

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Se laTorre de Tandil rappresenta una certezza, un punto fermo con ogni probabilità anche per il doppio, c´è molto scetticismo intorno a Federico Delbonis, in primis per gli opachi risultati ottenuti nell'arco di tutto il 2016 e per la scarsa adattabilità alla superficie (si giocherà sul veloce indoor), sebbene il mancino diAzulsi sia guadagnato con l'attaccamento alla maglia e con la sua nota caparbietà agonistica le 'simpatie' di Orsanic (soprattutto nei quarti di finale giocati in estate a Pesaro, quando ha domato, a nostre spese, sia Fognini sia Seppi, entrambi in 4 set).

Appare molto più probabile, quindi, la presenza in singolo di Leo Mayer, reduce dall'infortunio alla spalla destra patito a inizio anno, perlomeno nella prima giornata, che potrebbe sfruttare al meglio la potenza dei suoi colpi (servizio e dritto su tutti) sul veloce di Zagabria. L'emergente Guido Pella, in costante crescita, potrebbe essere l'asso nella manica di Orsanic: il mancino ha debuttato in Davis a marzo di quest'anno (negli ottavi di finale contro la Polonia) e, durante lo stesso mese, ha raggiunto il suo best ranking (nr.

39).

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