È stato Peter Sagan a trionfare sul traguardo di Montalto di Castro della Tirreno Adriatico. Nello sprint finale il Campione del Mondo ha vinto rimontando e battendo largamente Elia Viviani, con Roelandts e Modolo a seguire. La classifica generale, alla vigilia del tappone del Terminillo, ha concesso gloria ad un altro dei corridori della BMC vincitrice della cronosquadre d’apertura. Domani sarà l’australiano Rohan Denis a vestire d’azzurro nella tappa che promette di rimescolare completamente la classifica mettendo uno contro l’altro Nibali, Aru e Quintana.

Sagan: “Aiutato dal vento”

Come sempre Sagan ha un po’ gigioneggiato sia sul podio, dove ha fatto finta di rompere il piatto con cui è stato premiato, che durante le interviste. “Tutti erano un po’ timorosi per il vento ma non è successo niente” ha raccontato il Campione del Mondo “Tanti corridori volevano stare davanti nel finale, negli ultimi due km c’era un po’ di vento laterale e questo mi andava anche bene. Il vento mi ha aiutato negli ultimi 200 metri. La stagione è appena iniziata e spero che questa non sia la mia ultima vittoria”. Per Sagan questa di Montalto di Castro è la vittoria numero sei in carriera alla Tirreno Adriatico.

Nibali non al 100%

La parola passerà ora agli uomini per la classifica generale, protagonisti della tappa di domani con arrivo sul Terminillo.

Grande attesa c’è per la sfida tra Nibali e Aru, anche se il più in condizione nelle prime corse stagionali è sembrato Quintana, senza dimenticare Pinot. “Nibali è in crescita ma non è al 100%” ha spiegato il Ds della Bahrain Merida Gorazd Stangelj “senza contare rivali come Quintana e il leader della corsa Dennis. Sarà un grande spettacolo per gli appassionati.

Il Terminillo è una salita vera e se non si hanno delle grandi gambe si può perdere moltissimo terreno”.

“La condizione sta migliorando” aggiunge lo spagnolo Javier Moreno, uno dei gregari dello Squalo “Staremo vicino a Nibali il più a lungo possibile per portarlo nella miglior posizione sulla salita finale”.