A partire dal leggendario Icaro, tanti tentarono di inventare qualcosa che consentisse all'uomo di volare da solo nel cielo. Il risultato era sempre stato rovinosamente scarso: ali di legno e teli inutili avevano ucciso tante persone impavide. Poi, negli anni trenta del secolo scorso, nacque ufficialmente il paracadutismo e con esso i birdman.

Nel 1960 arrivò anche lui. Si buttava senza paracadute, fidandosi senza paura di quella tuta alare che aveva contribuito con notevole e un po' folle dedizione a perfezionare.

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ll francese patrick de gayardon de Fenoyl riuscì a rendere una planata ben gestita quella che rischiava di rimanere una caduta libera. Così, sapendo anche direzionare il volo, era riuscito addirittura a risalire sull’aereo da cui era saltato nel vuoto.

Incredibili imprese tra cielo e terra le sue

Prima di scegliere la vita avventurosa che ebbe, aveva praticato altri sport e si era iscritto alla facoltà di legge, ma una vocazione è una vocazione.

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Il suo vero percorso iniziò nel 1984 con il base jumping, ma nel 1985 era già campione di freestyle (la scuola che più amava) e l'anno dopo niente di meno che campione del mondo. Nel 1992 il volo di quasi mille metri dal Salto Angel in Venezuela (la cascata più alta) gli valse l'ingresso diretto nel team No Limits della Sector, nota firma di orologi. Solo l’anno dopo, senza né ossigeno né respiratore, veniva giù da 12700 metri nel cielo di Mosca.

L'anno decisivo per Patrick De Gayardon fu il 1994, che iniziò con un altro lancio pazzesco, stavolta sopra il Polo Nord in skysurf (una tavola con cui si "surfano" le nuvole come onde d'oceano), e proseguì cominciando a studiare, sperimentare e perfezionare la tuta alare sulla scia del pioniere John Carta.

Il 13 aprile 1998 però un ennesimo lancio gli fu fatale. Patrick stava provando la nuova versione della tuta alare alle Hawaii quando qualcosa andò storto: il paracadute di sicurezza non si aprì del tutto, quello di riserva vi si impigliò, la forza di gravità fece il resto. Aveva 38 anni, 18 dei quali pienamente dedicati al paracadutismo acrobatico.

"Ci sono uomini che con le loro invenzioni hanno cambiato il nostro modo di vivere, altri quello di sognare"

Quando la notizia della sua morte si diffuse, qualcuno gli dedicò una quarta di copertina, qualcun altro una canzone. In realtà ci piace pensarlo ancora lì, l'uomo alato, ancora sospeso a realizzare "il sogno di Patrick" e di tanti altri.

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