Il tappone di Bormio ha aperto nuovi scenari per il Giro d’Italia. Tom Dumoulin ha perso oltre due minuti dopo essere stato costretto ad una sosta per un problema intestinale, un episodio che rischia di pesare in maniera determinante sulla sua corsa. Nibali e Quintana si sono dimostrati i più forti in salita in una tappa da logoramento come questa, con il siciliano che ha poi guadagnato terreno nella discesa finale. Nibali è andato a raggiungere Landa che era in fuga dal mattino, battendolo allo sprint per regalare la prima vittoria al Ciclismo italiano in questo Giro.

Giro d’Italia, la Movistar all’attacco

Il tappone di Bormio, con il Mortirolo e il doppio Stelvio offriva un’occasione imperdibile agli inseguitori di Tom Dumoulin per provare a riportarsi in scia al campione olandese. L’avvio è stato velocissimo, con tanti tentativi di fuga, finchè si è formato un gruppetto al comando con una folta rappresentanza della Movistar e della Sky, ma anche con uno dei delusi della corsa, Steven Kruijswijk. La prima ha inserito Amador, Anacona e Izagirre con il chiaro intento di agevolare poi un attacco di Quintana, mentre i britannici hanno lavorato per portare avanti Mikel Landa e vincere la tappa.

Sul Mortirolo è stato Luis Leon Sanchez a passare per primo, poi il gruppetto si è sfaldato sulla scalata allo Stelvio dal versante di Bormio. La Sunweb di Tom Dumoulin ha trovato la collaborazione di molte altre squadre, come la Trek e più avanti Katusha e Quickstep, preoccupate di perdere posizioni in classifica per la presenza in fuga di Amador.

Dumoulin si ferma

Amador ha poi attaccato scendendo dallo Stelvio, inseguito da Landa e successivamente raggiunto anche da Anacona, Hirt e Kruijswijk, ma tutto il faticoso lavoro della Movistar alla fine è servito a poco vista la corsa difensiva di Quintana.

Per cambiare la corsa è servito un episodio, una clamorosa fermata della maglia rosa Tom Dumoulin per un problema intestinale subito prima di cominciare la salita verso lo Stelvio dal versante svizzero. Dumoulin ha perso un paio di minuti e ricordando il fair play del campione olandese dopo la caduta di Quintana a Bergamo il gruppo ha rallentato.

Poi però la corsa ha ovviamente dovuto riprendere il suo filo, con il Team Bahrain che ha fatto alzare il ritmo a Pellizotti e la Movistar che ha risposto con Amador, rientrato dalla fuga.

Dumoulin non ha avuto nemmeno l’aiuto dei compagni, con il solo Ten Dam a dargli una mano per qualche minuto, ma dopo un primo momento difficile ha ripreso a pedalare con una certa efficacia.

Nibali, ecco la vittoria italiana

Davanti intanto Mikel Landa ha lasciato tutti i compagni di fuga, ma dopo metà salita finalmente la corsa si è accesa anche nel gruppetto dei migliori con Vincenzo Nibali che ha cominciato ad allungare marcato da Quintana. Il colombiano è rimasto sempre passivo, e solo Pozzovivo e Zakarin sono riusciti a rimanere attaccati, mentre Pinot ha sorprendentemente pagato dazio.

Nibali ha poi continuato il suo forcing in discesa, facendo i numeri nel tratto più tortuoso per scrollarsi di dosso Quintana e andare a raggiungere Landa.

Dumoulin ha scollinato con poco più di due minuti di ritardo, dimostrando di aver ancora un buon passo e si è buttato nella discesa per difendere con caparbietà la sua maglia rosa. Il finale ha regalato finalmente la prima vittoria di tappa al ciclismo italiano in questo Giro: Nibali ha fatto disegnare le ultime curve a Landa, poi sul breve rettilineo finale è riuscito ad infilarlo, mentre Quintana ha chiuso a 12’’, con Pozzovivo e Zakarin poco dietro e il gruppetto con Pinot, Jungels, Formolo, Mollema e Yates a un minuto e mezzo.

Dumoulin alla fine si è difeso alla grande, chiudendo a 2’17’’ e salvando così la maglia rosa. Ora l’olandese vede però gli avversari molto vicini. Quintana è a 31’’, Nibali a 1’12’’, mentre un deludente Pinot è sceso al quarto posto a 2’38’’ insidiato da Zakarin e Pozzovivo. Ma più che i secondi persi dovrà essere la condizione fisica dopo questa tappa così difficile e con questo imprevisto a preoccupare Dumoulin per le prossime e decisive giornate.

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