Il Gran Premio appena disputato in Austria ha avuto come evento primario la grande vittoria di tattica e intelligenza di Andrea Dovizioso che ha surclassato in lucidità anche un campionissimo come Marc Marquez. La grande risonanza della vittoria del Dovi su Ducati è stata tale che le prestazioni eccellenti di lorenzo sono passate inosservate o quasi, ma non per questo è stata meno importante la prova del pilota maiorchino in Austria.

Anche se la strategia di gara di Jorge non si è rivelata vincente in termini assoluti, infatti su questa pista attaccare a suon di giri veloci sin dai primi metri non ha pagato sotto la bandiera a scacchi, il vedere Lorenzo comunque davanti per molte tornate e rimanere comunque nel pacchetto dei primi anche quando ha dovuto rallentare a causa del poco carburante rimastogli, è stata finalmente una boccata di ossigeno per l’immagine di un campione del suo calibro.

Lorenzo è partito al solito benissimo, è andato in testa nel giro di poche curve e stava anche guadagnando un certo margine sugli inseguitori più diretti Marquez e Dovizioso; il modo con cui affrontava le curve, il modo di stare in sella finalmente hanno dato la sensazione che si trovasse maggiormente a proprio agio con la Desmosedici, merito dell’introduzione della nuova carena che ha reso l’anteriore più stabile.

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Jorge si è dimostrato davvero efficace soprattutto in staccata e quando all’undicesimo giro è avvenuto il quasi contatto con Marquez mentre Lorenzo rientrava da sinistra dopo una curva destra in cui era uscito largo, il suo modo di controllare il mezzo è parso da vero guerriero, un cavaliere in grado finalmente di domare quell’animale di razza della Desmosedici che per natura è sempre stato piuttosto difficile da controllare.

Nei giri successivi è stato più che evidente che la moto di Jorge non aveva più l’allungo necessario per contrastare nemmeno il sopraggiungere di Pedrosa che infatti lo ha passato sul rettilineo d’arrivo visto che in staccata Lorenzo si è dimostrato sempre molto aggressivo. Il maiorchino ha dovuto cambiare mappatura sulla sua Ducati numero 99 optando per una più conservativa che gli consentisse di arrivare in fondo alla gara peraltro con soli 60 milligrammi di carburante stando a quanto da egli stesso dichiarato.

Jorge Lorenzo sta dimostrando che al di là della sua indiscussa fama e dell’ingaggio faraonico proffertogli da casa Ducati, egli non ha nessuna intenzione di vivere sugli allori del recente passato in Yamaha ma anzi, è più che mai motivato a raggiungere traguardi importanti con la Desmosedici.

Questo lo metterebbe al fianco di talenti del calibro di Casey Stoner nella considerazione che tutta la Factory Ducati ha per i piloti che con le moto di Borgo Panigale hanno vinto titoli mondiali, lasciando un segno indelebile nella storia del marchio bolognese.

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