Le immagini dell’addio al Ciclismo di Alberto Contador sono ancora negli occhi degli appassionati. Il fuoriclasse spagnolo ha lasciato la termine della Vuelta Espana, firmando un’ultima impresa nella tappa dell’Angliru. Contador è già lanciato verso nuovi progetti, con la creazione di una squadra continental che sarà il vivaio della Trek, ma è tornato a parlare dei ricordi e delle emozioni della sua eccezionale carriera. Contador è intervenuto ad un programma radiofonico spagnolo, ricordando l’ingiustizia per le vittorie annullate dopo la positività al clembuterolo e rivelando anche il giorno in cui ha capito di essere arrivato al momento di smettere.

Contador, quella tappa a Chambery

Ad un paio di settimane dall’addio al ciclismo, Alberto Contador ha parlato a lungo ad Onda Cero, un’emittente radiofonica spagnola. Il campione ha raccontato di essere arrivato all’ultimo Tour de France con l’idea di continuare a correre anche nel 2018, ma di aver poi maturato la convinzione di essere arrivato al momento in cui dover appendere la bici al fatidico chiodo. C’è stato un giorno preciso che ha segnato la svolta. “Prima del Tour de France avevo dei numeri molto buoni e sono partito con l’idea di continuare fino al Tour del 2018” ha raccontato Contador. “Al quinto giorno, a Planche des Belles Filles, non sono andato bene ma mi sono salvato. Nella nona tappa a Chambery sono caduto due volte e sono uscito di classifica.

A 25 anni pensi di avere un’altra occasione. Quel giorno mi ha fatto prendere la decisione di smettere” ha rivelato il campione.

La Vuelta e l’ingiustizia della squalifica

Contador ha snocciolato poi tutte le emozioni della Vuelta Espana, la sua ultima corsa. “Ho assaporato ogni giorno della Vuelta. Quando ho perso due minuti e mezzo ad Andorra qualcuno in gruppo mi ha suggerito di vincere una tappa e ritirarmi subito, ma io volevo continuare giorno dopo giorno con l’affetto del pubblico ad ogni partenza.

Ho potuto correre come volevo, non mi ero mai goduto così tanto una corsa” ha raccontato il fuoriclasse spagnolo, che ha vissuto momenti magici nel tappone dell’Angliru, l’ultimo atto della carriera. “Scalando l’Angliru mi sono messo a pensare che erano gli ultimi 2 km della carriera, che era l’ultima volta che pedalavo in mezzo a tutta questa gente e me la sono goduta” ha ricordato Contador.

Il campione è però anche tornato su un episodio del passato, quella discussa squalifica per la positività al clembuterolo che portò alla cancellazione delle vittorie al Tour 2010 e al Giro 2011. “Quella squalifica è stata una delle più grandi ingiustizie dello sport, ma non do troppa importanza a quello che sta scritto su un foglio, mi resta di più la sensazione delle persone che hanno visto e che si sono godute quelle corse” ha concluso Contador.