Questo 18 luglio avrebbe compiuto 104 anni Gino Bartali, una vera e propria leggenda del Ciclismo. Un atleta rimasto nel cuore e nella memoria di tutti gli italiani. Famoso per aver vinto tre Giri d'Italia e due Tour de France, raggiunse l'apice della sua notorietà dopo la fine della Seconda guerra mondiale grazie ad una mitica vittoria nel Tour de France dove surclassò i suoi rivali. Bartali morì il 5 Maggio 2000, a quasi 86 anni.

Gino Bartali: le orme del campione italiano

Gino Bartali è un toscano doc che nasce nel 1914 a Ponte a Ema, un piccolo paese situato tra la città di Firenze e Bagno a Ripoli.

Bartali fece la sua prima apparizione ad alti livelli nel 1935 in una delle corse più famose in Italia all'epoca, la Milano-Sanremo.

Il campione all'epoca non aveva ancora ottenuto un contratto da professionista e fu "costretto" a iscriversi alla corsa da atleta indipendente.

Senza una squadra che lo sostenesse Bartali arrivò quarto. Avrebbe vinto se non fosse stato per un guasto alla bicicletta negli ultimi tratti di gara.

Nonostante la mancata vittoria, Gino Bartali fu notato ed ingaggiato dalla Frejus. Squadra professionistica con la quale ha gareggiato per un solo anno:1935. Con la Frejus il campione partecipò al suo primo Giro d'Italia classificandosi in settima posizione; nello stesso anno vinse i campionati italiani; aggiudicandosi oltre a ciò un contratto dalla Legnano.

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Una delle più famose squadre di ciclismo dell'epoca.

Con la Legnano si aggiudicò due volte il Giro d'Italia nel 1936 e nel 1937. Nel 1937 fu scelto come capitano della squadra che avrebbe gareggiato al Tour de France. Una brutta caduta gli impedì però di vincere quel Tour. Ma la rivincita sarebbe arrivata ben presto: infatti Bartali vinse il suo primo Tour de France l'anno seguente, nel 1938.

Gino Bartali e Fausto Coppi: l'inizio della rivalità

Nel 1940 Bartali correva il suo quarto Giro d'Italia, nel quale a causa di eventi fortuiti il campione italiano dovette alzare la bandiera bianca collocandosi fuori dai giochi per la vittoria finale.

All'epoca la Legnano aveva da poco ingaggiato Fausto Coppi. Il giovane era quello messo meglio in classifica e la Legnano decise che avrebbe puntato su di lui per la vittoria finale quell'anno. Fausto Coppi fu all'altezza delle aspettative e vinse. Fu questo l'avvenimento che segnò la nascita della rivalità tra Coppi e Bartali.

Quello del 1940 fu l'ultimo Giro d'Italia prima della Seconda guerra mondiale.

Le competizioni ripresero nel 1946 con il Giro d'Italia. Bartali aveva 32 anni mentre Fausto Coppi solo venticinque. Coppi era stato designato come favorito, ma con grande sorpresa Bartali si aggiudicò la vittoria finale del Giro senza aver vinto nessuna delle tappe.

Nel 1948 Bartali corse e vinse il suo ultimo Tour de France da protagonista. Per quel Tour fu scelto come capitano di una squadra che aveva ben poche possibilità di vittoria.

Nonostante il grande scetticismo, però, Bartali arrivò con la maglia gialla a Parigi, mostrando tutto il suo talento al mondo. A detta di molti, la sua vittoria al Tour del 1948 contribuì anche ad allentare il clima di tensione sociale in Italia dopo l'attentato a Palmiro Togliatti del 14 luglio 1948.

Bartali si ritirerà definitivamente dalle gare nel 1954, ma il suo mito è rimasto anche nei decenni seguenti.

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